Modigliani, Fattori, De Chirico, Burri, Fontana, Picasso: sono questi solo alcuni dei grandi nomi degli artisti di “Oltre, dalla rivoluzione della Macchia al Postmodernismo”, la mostra evento del Comune di Piombino, con il patrocinio della Regione Toscana, che, dal 22 luglio al 30 settembre 2022, sarà ospitata nel suggestivo Museo del Castello.
Con al curatela di Alessandra Barberini e molte opere proveniente dalla collezione Carlo Pepi, Oltre è un complesso ed articolato progetto, dedicato ai linguaggi più significativi della contemporaneità, una sorta di “capsula del tempo” che introduce il visitatore al compimento di un viaggio fisico e mentale fra le opere degli artisti che hanno segnato indelebilmente lo sviluppo dell’arte contemporanea, attraverso le rivoluzionarie innovazioni dei maestri delle Avanguardie del Primo Novecento, che proprio da questo territorio hanno preso ispirazione e tracciato un percorso indelebile ed ineguagliato.
"Oggi lanciamo un progetto che dà la misura delle nostre politiche culturali di punta - commenta Francesco Ferrari, sindaco di Piombino e assessore alla Cultura -. Per la prima volta nella storia, la nostra città ospita una mostra in esclusiva e con opere di grande valore internazionale, mai vista prima. E un simile tesoro non poteva che essere custodito al Castello, uno scrigno prezioso che finalmente riapre i battenti dopo il difficile intervallo della pandemia e che, da ora in poi, sarà il palcoscenico dei nostri eventi di maggior valore".
La mostra si articola in un un excursus attraverso i movimenti artistici ed i nomi più significativi dell’arte internazionale, difficilmente visibili in altre occasioni espositive, provenienti da una delle più importanti collezioni private nazionali, quella della Raccolta Carlo Pepi.
“Abbiamo deciso di connotare l’intera mostra all’insegna della libertà di scelta e dell’indipendenza, a partire dalla selezione degli artisti e delle opere, rispetto ai dettami del mercato globalizzato, il cui lavoro è caratterizzato da una ricerca di nuove prospettive di senso e di linguaggi - spiega la curatrice Alessandra Barberini - . Per riuscire nell’intento, non abbiamo potuto far altro che fare riferimento ad uno dei più importanti e controversi collezionisti indipendenti al mondo: Carlo Pepi.”
Vastissima, la collezione Pepi ricopre l’arco temporale più interessante, custodendo in due sue dimore storiche in Toscana opere straordinarie di quegli artisti, in particolare le raffinatissime opere grafiche e disegni che hanno segnato l’epoca contemporanea in maniera indelebile. Nella selezione ed acquisizione delle opere, Pepi si è lasciato guidare esclusivamente dal suo istinto, con particolare predilezione per gli artisti innovatori, non conformisti, che utilizzano nuovi mezzi espressivi per raggiungere un rinnovamento integrale, anche con spregiudicatezza, senza limiti, barriere o condizionamenti.
“La mostra raccoglie, infatti, le opere di quegli artisti che più di altri hanno saputo percepire e interpretare il senso del cambiamento – prosegue Barberini -, offrendo agli occhi dei visitatori opere che normalmente non sono visibili nei circuiti museali conosciuti: olii, disegni, bozzetti preparatori raffinatissimi, moderni, liberi, dal segno nervoso e vibrante teso a catturare l’attimo in cui l’ispirazione si manifesta”.
Grazie a questa piccolissima selezione di opere provenienti dalla vastissima collezione Pepi, i visitatori avranno l’opportunità di incontrare l’espressione più vibrante del talento artistico di GIOVANNI FATTORI, SILVESTRO LEGA, VINCENZO CABIANCA , LUIGI BECHI, TELEMACO SIGNORINI, GIUSEPPE ABBATI, ADRIANO CECIONI, GIOVANNI BOLDINI, GIUSEPPE DE NITTIS, VALMORE GEMIGNANI AUGUSTO REY, EUGENIO CECCONI RAFFAELLO SORBI FRANCESCO GIOLI, ADOLFO TOMMASI, UGO MANARESI, ANGIOLO TOMMASI, ULVI LIEGI, GIOVANNI BAROLENA, GUGLIELMO MICHELI, GIORGIO KIENERK, CORINNA MODIGLIANI, LLEWELYN LLOYD, BENVENUTO BENVENUTI, LORENZO VIANI, RENATO NATALI e due rarissimi disegni di AMEDEO MODIGLIANI.
L’excursus nelle avanguardie dell’arte contemporanea internazionale continua con le opere di PABLO PICASSO, ALBERTO BURRI, GIORGIO DE CHIRICO, LUCIO FONTANA e GIORGIO MORANDI, tutti quanti raccolti nella “capsula del tempo” al Primo Piano del Castello.
In questa sezione si trova la “pancia” del Castello, luogo in cui il curatore ha voluto concentrare e custodire tutti gli elementi più preziosi, i semi, le cellule pulsanti della modernità, dalla quale s’irradiano, si diffondono i più importanti fermenti di innovatività, di slancio verso il futuro, andando per il mondo e generando nuovi linguaggi artistici.
A partire dagli spazi esterni del giardino, la mostra prosegue nei piani terra e secondo ospitando i progetti di scultura, pittura e fotografia di una selezione di artisti attivi, scelti per l’assoluta assonanza con i principi ispiratori del progetto generale: dall’esterno all’interno, il visitatore incontrerà le installazioni di Franco Repetto, le sculture di Flavio Renzetti e la pittura di Sonia Ros, mentre al piano secondo la fotografia contemporanea e di ricerca di Massimo Costoli e di Pengpeng Wang.