Firmato stamani l'accordo con la Dalmine. Poi la visita a Lucchini e Magona
L'assessore Simoncini parla dello sviluppo della città e della siderurgia in Toscana
Piombino.
Quattro proposte da portare lunedì in giunta. Quattro impegni che diventano altrettanti temi
di lavoro e che potrebbero domani essere gli assi portanti di un “Progetto Piombino” da
discutere anche con il governo nazionale, per il rilancio del più importante polo siderurgico
della regione. “Emblema della ripresa del manifatturiero toscano”.
Così si è presentato stamani a Piombino il neo assessore regionale alle attività produttive
e al lavoro Gianfranco Simoncini, che in palazzo comunale ha incontrato prima istituzioni e
sindacati e poi ha firmato il protocollo illustrato ieri a Firenze dal presidente Rossi che
permetterà di mantenere attivo (e in futuro sviluppare) lo stabilimento della Dalmine, che
alla fine dell'anno scorso sembrava invece prossimo alla chiusura.
E' il tema più vasto della siderurgia che ha tenuto banco fin dalla mattina nella città
portuale e industriale toscana, in una giornata che è servita all'assessore per fare il punto
sulla prospettive del settore e verificare la volontà delle aziende presenti sul territorio a
mantenere e rafforzare la loro presenza industriale: prima l'accordo con la Tenaris
Dalmine, che conta poco meno di 130 addetti, poi nel pomeriggio la visita alla Servestal
Lucchini, forte dei suoi 2.100 occupati e quasi 800 nell'indotto, e quindi alla ex Magona,
che dà lavoro ad altre 800 persone.
“L'intesa di oggi è un buon viatico per il lavoro che ci aspetta di sostegno allo sviluppo
industriale della regione – ha sottolineato Simoncini-, un lavoro che ha bisogno di una
visione di fondo e di risposte mirate e che simbolicamente parte da Piombino”. E così,
firmato l'accordo, l'assessore ha ricordato la necessità di seguire con attenzione la vendita
della Severstal Lucchini, “la questione più delicata in questo momento”, e l'importanza di
un piano industriale che tenga insieme occupazione e prospettive di sviluppo, magari con
l'auspicio che gli impegni presi un anno fa dal gruppo russo rimangono punti fermi anche
per i nuovi acquirenti. Simoncini ha accennato anche ad un incontro da chiedere
urgentemente al governo nazionale sulla bonifica delle aree industriali, che “devono
essere certe, qualificate e veloci ma anche a costi sostenibili” affinché siano un volano e
non un freno: una partita che riguarda non solo Piombino, ma anche Livorno e Massa
Carrara. Quindi ha affermato la volontà della Regione di entrare nel gruppo tecnico che
dovrà studiare i collegamenti e i raccordi ferroviari tra porto e stabilimenti industriali, per
poi affrontare da ultima la questione energetica e il futuro della centrale Enel. Perché,
come hanno ricordato anche i sindacati, è su energia e materie prime che si gioca gran
parte della competitività degli impianti futuri.
Sono questi i quattro impegni che l'assessore porterà lunedì in giunta, che richiamano poi
le quattro sfide enunciate anche dal sindaco di Piombino Gianni Anselmi, ovvero porti,
infrastrutture, nautica e cantieristica e nuove aree per le piccole imprese. “L'accordo di
oggi è la miccia che rimette al centro una realtà importante come quella siderurgica”
commenta l'assessore alle attività produttive della Provincia di Livorno, Ringo Anselmi.
“Con gli interventi messi in cantiere si rafferma la natura industriale del porto” aggiunge
Luciano Guerrieri, presidente dell'autorità portuale. “E il progetto Piombino – conclude
l'assessore Simoncini – non è in fondo nient'altro che quello che il territorio sta portando
avanti da tempo: con i suoi tanti progetti per contrastare la crisi”.
L'accordo con la Dalmine
C'è un progetto dell'azienda per realizzare impianti destinati al rivestimento di tubi per
acque profonde, altri per la finitura di tubi per applicazioni di sicurezza e lo sviluppo di un
polo logistico. Sono alcuni particolari del protocollo firmato stamani con la Tenaris Dalmine
da Regione, Provincia e Comune: un rilancio che passa necessariamente dalla ricerca e
le infrastrutture, ma anche dall'affiancamento nella formazione dei lavoratori, la
promozione all'estero dei prodotti 'made in Tuscany' e uno sviluppo del porto che possa
rendere più facile i collegamenti tra gli stabilimenti industriali e il mare.
L'accordo sgombra definitivamente il campo dalle minacce di una chiusura dello Dalmine
di Piombino e dà le gambe allo sviluppo, domani, di un polo logistico del gruppo tutto
concentrato nella città toscana.
Il protocollo prevede percorsi per la soluzione delle maggiori criticità incontrate da Dalmine
a Piombino. In primo luogo interventi infrastrutturali al Porto di Piombino, in particolare la
realizzazione di nuove banchine con maggiore pescaggio, la realizzazione di nuove aree
di stoccaggio ed impianti per la movimentazione dei materiali, la separazione della parte
commerciale del porto da quella turistica, la creazione di una nuova viabilità che colleghi
direttamente lo stabilimento Dalmine con il porto, il potenziamento della rete ferroviaria e
dei collegamenti con le aziende, il porto, la stazione di smistamento. La Regione
assicurerà il suo supporto agli investimenti e agli interventi di sviluppo industriale previsti
da Dalmine, in particolare per progetti per la realizzazione di nuovi impianti tecnologici e
per la sicurezza, per la realizzazione di nuove aree e strutture per la logistica, per
investimenti e progetti di ricerca in collaborazione con le Università toscane finalizzati a
potenziare la ricerca tecnologica, per la formazione delle risorse umane, anche in
relazione all’utilizzo delle nuove strutture e tecnologie e per la promozione all’estero dei
prodotti Dalmine nell’ambito del Piano promozionale regionale 2011.
Walter Fortini Ufficio Stampa Regione Toscana