Scuola materna. Il Governo taglia gli insegnanti, la Regione rimedia con fondi propri
Assicurata l’apertura della nuova sezione di scuola materna alla Rodari
La Regione Toscana mette a disposizione 1 milione e 600 mila euro per evitare che 750 bambini nella regione rimangano fuori dalla scuola dell’infanzia a causa dei tagli operati dal Governo al corpo docente. Un intervento straordinario di cui beneficerà anche Piombino, e che consentirà l’apertura della nuova sezione di scuola materna che il Comune sta realizzando nei locali della “Rodari”, dove era collocato il vecchio centro cottura, rimasta in forse fino a oggi per l’incertezza nell’assegnazione degli organici da parte del Ministero. Un’incertezza che si è poi trasformata ufficialmente in realtà.
La decisione è stata comunicata ieri a Firenze dall’assessore regionale Gianfranco Simoncini ai sindacati a e agli enti locali interessati.
La popolazione scolastica regionale è infatti in aumento: rispetto all’anno scorso ci sono 1493 iscritti alla materna in più; la Regione ha richiesto 77 nuove sezioni, di cui ne sono state concesse soltanto 44 dall’ ufficio scolastico regionale, in base al numero di insegnanti disponibili. Per le altre 33, a fronte del silenzio del Governo, la Regione ha deciso di sopperire, anche se le insegnanti delle materne vengono pagate dallo Stato. Per garantire questo intervento straordinario la Regione dovrà stipulare con Anci, Ufficio scolastico regionale e con i Comuni interessati una convenzione.
“La Regione sta tamponando responsabilmente una situazione – afferma l’assessore Tempestini – creata dai gravi tagli operati dal governo. L’obiettivo è infatti quello di garantire un servizio fondamentale alle famiglie e ai bambini. Purtroppo il momento che stiamo vivendo non è per nulla sereno. Nel nostro paese c’è bisogno di una grande attenzione verso i temi dell’istruzione e della formazione, dal punto di vista della qualità e dell’efficacia dei processi educativi e formativi. L’azione del Ministero dell’Istruzione, invece, non sembra andare in questa direzione. Se non fosse intervenuta la Regione, molte famiglie in lista d’attesa nella nostra città sarebbero state penalizzate. E’ importante allora che la scuola riesca ad avvertire attorno a sé la vicinanza e l’attenzione delle istituzioni locali e delle realtà che sono a fondamento del nostro vivere sociale, civile e democratico. Ci auguriamo anche che l’azione della Regione serva a sollecitare il governo a rimpinguare i fondi per la scuola, tornando indietro sulla politica dei tagli e facendosi carico dei problemi del personale. Dobbiamo quindi avviare un’operazione di rilancio dell’istruzione, coinvolgendo famiglie e ragazzi e valorizzando il patrimonio costituito dagli insegnanti e dagli operatori scolastici.”
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Monica Pierulivo – Comune di Piombino Ufficio Stampa
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