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 02-Novembre-07

PROSEGUE FINO A DOMENICA PROSSIMA LA MOSTRA DI RICCARDO DEL FA A PALAZZO APPIANI

Piombino, 29  ottobre 2007

PROSEGUE FINO A DOMENICA PROSSIMA LA MOSTRA DI RICCARDO DEL FA A PALAZZO APPIANI

Nei locali delle segrete di Palazzo Appiani è visitabile, fino a domenica 4 novembre, la mostra fotografica di Riccardo Del Fa “Quando la terra era piatta”. Allestita nell’ambito del Festival Visionaria 2007,  e inaugurata sabato 20 ottobre, la mostra, che ha ricevuto numerosi apprezzamenti da parte dei visitatori, è stata prorogata di una settimana rispetto alla chiusura di Visionaria.

Con un allestimento di grande suggestione, in questo ultimo lavoro l’autore riporta alla luce una realtà invisibile, fatta di oggetti usati e abbandonati sul piazzale di Ischia di Crociano, davanti alle portinerie di due grandi aziende siderurgiche. Oggetti schiacciati dai mezzi pesanti che transitano sul piazzale, capaci di evocare uno spaccato di vissuto quotidiano che si fonde fisicamente e cromaticamente con il terreno circostante. Lattine, sacchetti di plastica, scarpe e altri oggetti tornano alla luce come dei veri e propri reperti archeologici quasi fuori dal tempo.

La mostra è anche un’occasione per visitare le segrete di Palazzo Appiani, costruite sulla roccia che forma l' intero promontorio dell' attuale Piazza Bovio,  normalmente chiuse al pubblico.

Le visite possono essere effettuate tutti i giorni dalle 17 alle 19,30.

Riccardo Del Fa, nato nel 1947 a Piombino, si avvicina alla fotografia giovanissimo, nello studio di un fotografo metallografico dal quale apprende i primi insegnamenti tecnici e concettuali. Dal 1972 in poi le sue due grandi passioni, la fotografia e i viaggi, lo conducono in giro per il mondo alla ricerca di nuove emozioni da imprimere sulla pellicola e nei ricordi.
Partecipa a numerosi concorsi di fotografia , ma subito capisce che il suo modo intimista di usare l’immagine lo spinge verso altre direzioni: usando la fotografia come mezzo e non come fine, si dedica quindi a sperimentare innovative fusioni tra immagini e musica realizzando diaproiezioni capaci di raccontare un silenzio, un fragore, un momento di libertà o di dolore, stati d’animo evocati o attraversati.