Ceramiche di Sant’Antimo, nessuna preclusione alla loro esposizione
Sulla questione relativa alla collocazione delle ceramiche medievali rinvenute sul tetto della chiesa di Sant’Antimo sopra i canali, l’assessore alle politiche culturali Ovidio Dell’Omodarme interviene facendo le seguenti precisazioni:
“L’operazione di recupero del materiale si è conclusa alla fine dell’estate 2005. La maggior parte dei reperti è attualmente conservata presso il laboratorio di restauro del museo archeologico di Cittadella e nel magazzino adiacente, certamente non in uno scantinato, come è stato riportato sulla stampa. Una minima parte delle ceramiche, invece, già restaurata, è depositata presso la Certosa di Calci, una sede della Soprintendenza di Pisa. Quasi tutti i pezzi, comunque, sono già stati schedati, fotografati e sono stati fatti oggetto di studio.
Si tratta a questo punto di proseguire sulla strada della valorizzazione di questo patrimonio significativo, ultimando la fase del restauro e individuando la soluzione espositiva più opportuna, sulla base delle compatibilità degli spazi disponibili all’interno della città, e della sostenibilità finanziaria e gestionale.
A tale scopo l’amministrazione comunale è interessata a svolgere il proprio ruolo coinvolgendo la Soprintendenza e il mondo scientifico, per valutare le diverse possibilità e pervenire a una soluzione condivisa, che assicuri la massima valorizzazione del patrimonio rinvenuto.
Da parte dell’amministrazione comunale non vi è nessuna preclusione ad una esposizione integrale dei reperti, né tantomeno, come già smentito in precedenza, a fissare un tetto massimo di vetrine. Idea, questa, assolutamente peregrina, peraltro mai avanzata.
Ciò non toglie che la migliore valorizzazione del materiale non possa essere considerata meramente in termini quantitativi, ma anche in termini di qualità dell’esposizione e di un’adeguata offerta di strumenti di lettura del materiale stesso, in grado di agevolarne la fruizione ad un pubblico più vasto possibile.
Ma tutto ciò sarà oggetto di necessario approfondimento tra i diversi soggetti coinvolti.”
Monica Pierulivo,
Comune di Piombino tel. 0565 63357; email: mpierulivo@comune.piombino.li.it