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 09-Dicembre-05

LA 194, UNA LEGGE IN DIFESA DEI DIRITTI DELLE DONNE. L'assessore Anna Tempestini interviene sulla gestione dei Consultori e della legge sull'interruzione di gravidanza

COMUNICATO STAMPA

La 194, una conquista a favore dei diritti delle donne

L’attenzione che si è creata intorno all’applicazione della legge 194 ed in particolare sulla parte della legge che riguarda l’interruzione volontaria della gravidanza, l’istituzione di una Commissione che vada a svolgere un’indagine conoscitiva sulla sua applicazione ( ma non ci sono i dati del SSN?) deve essere vista a mio giudizio con grande preoccupazione, quale ulteriore segno di un modo di far politica irrispettoso e strumentale di questioni delicate che riguardano la sfera personale, soprattutto delle donne, e che meritano tutt’altra attenzione.

Atteggiamento iniziato con la legge sulla procreazione assistita, proseguito con la posizione del Ministro della Salute sulla pillola RU486, ed oggi la naturale conseguenza della messa in discussione della 194.

Vale la pena ricordare che la legge, fortemente voluta dalle donne, mise fine, dopo un lungo percorso legislativo, ad un periodo buio durante il quale l’aborto veniva comunque praticato, in luoghi e con metodi indicibili che straziavano le donne nel corpo e nell’anima; prima del 78 vigeva ancora il codice Rocco che vietava sia la contraccezione che l’aborto, considerando quest’ultimo un reato e, di fatto, impedendo alle donne, almeno a quelle senza sufficienti mezzi economici, di ricorrere alle cure mediche pubbliche.

La legge 194/78 afferma il ruolo dello Stato quale garante del diritto alla procreazione cosciente e responsabile e riconosce ai consultori, strutture pubbliche istituite nel 1975, il compito di assistere le donne in stato di gravidanza.

Riconosce altresì alle donne che per motivi specifici non intendano portare a compimento una gravidanza, il diritto ad interromperla e ad avere assistenza nella struttura sanitaria pubblica.

A distanza di tempo, la rete dei consultori non è diffusa in modo uniforme sul territorio nazionale, scarsamente presente al sud.

La legge ha portato ad una drastica diminuzione degli aborti in Italia, paese peraltro con una percentuale abortiva più bassa degli altri paesi europei, ed il trend in diminuzione è stato interrotto per la presenza di donne immigrate, in particolare provenienti da paesi dell’est.

L’Italia è un paese a forte declino demografico ed è certo che si debbano mettere in atto politiche a favore della natalità e della famiglia, politiche che garantiscano il sostegno alla genitorialità, che favoriscano la diffusione di servizi all’infanzia e alla famiglia, che valorizzino il ruolo della donna e creino una cultura sociale che non la penalizzi nel lavoro.

Non mi pare che l’attuale governo abbia intrapreso questa strada virtuosa , non è cero il bonus bebè la ricetta giusta.

Se poi si intende sviluppare meglio il ruolo di prevenzione dei consultori, si deve investire di più in interventi specifici e no si taglia la spesa sociale con la quale, ad esempio, si possono mettere in atto politiche preventive, ad esempio, a favore delle donne immigrate.    

Il ricorso all’aborto per le donne ha sempre rappresentato un momento drammatico della vita, comunque una sconfitta, un dolore che segna per sempre.

Oggi, riportare alla ribalta questo tema, utilizzarlo a fini elettoralistici, riaffermare posizione subdolamente colpevoliste, soprattutto nei confronti delle donne è intollerabile.

Spero che, così come è successo nel 1981 con un voto trasversale a tutte le forze politiche che confermò la legge 194, soprattutto le donne, sappiano difendere le loro conquiste, respingendo i tentativi di riportare indietro l’orologio della storia.

Anna Tempestini