Siderurgia a Piombino, la sfida della modernizzazione
I russi della Severstal hanno acquisito la maggioranza delle azioni del gruppo Lucchini in un momento di forte espansione del mercato mondiale dell’acciaio. Piombino sta vivendo una fase epocale, quindi, che potrebbe cambiare in modo significativo lo scenario della siderurgia piombinese, fino a oggi molto incerto per la debolezza finanziaria della Lucchini.
Come sindaco, impegnato nel governo di questa città, credo che la presenza industriale possa e debba essere ancora strategica per il territorio. Oltre a rappresentare un tratto molto significativo dell’identità locale, la siderurgia costituisce infatti un elemento di forza dell’intero assetto industriale italiano, interessato recentemente da un robusto processo di riorganizzazione e concentrazione della produzione di dimensioni globali.
Le vicende di Piombino vanno quindi comprese in questo quadro. L’acquisto da parte di Severstal di una fetta molto significativa della siderurgia italiana, fa parte di in una strategia di acquisizione su larga scala che dovrebbe inserire il gruppo russo fra i maggiori produttori mondiali d’acciaio. E questo è ciò che sembra interessare i nuovi proprietari: aumentare la produzione di acciaio che potrebbe passare dalle quantità attuali (1 milione e 900 mila tonnellate all’anno) fino a un massimo di 2,4 milioni di tonnellate.
A fronte di questa situazione il nostro obiettivo è quello di puntare alla modernizzazione della fabbrica, proseguendo il percorso avviato in questi mesi nell’ottica di giungere, a breve, alla firma di un protocollo d’intesa sull’ambiente, i cui termini sono stati definiti proprio in questi giorni con ministero, regione, provincia, Autorità Portuale,azienda. Il protocollo prevede la concretizzazione di importanti risultati, sui quali l’amministrazione comunale sta lavorando da anni: la liberazione e il recupero di un’area acquistata dal comune nel 2000, ma ancora occupata abusivamente dall’industria, che sarà oggetto di interventi di bonifica e di recupero urbanistico nell’ambito del progetto più ampio di “Città Futura”; lo spostamento dei carbonili dall’area urbana per limitare il fenomeno polveri, la demolizione dell’impianto ex agglomerato con la liberazione di aree strategiche per l’economia portuale, l’ottenimento della registrazione Emas che renda strutturale il miglioramento ambientale.
Ci sono quindi tutta una serie di obiettivi ambientali da raggiungere, senza i quali sarebbe legittimo pensare a scelte alternative per lo sviluppo economico del territorio.
C’è poi una sfida sociale, legata ai rapporti tra la fabbrica e la città. Bisogna far sì che la presenza industriale si avvicini alla contemporaneità uscendo da quella sindrome ante novecentesca in cui lo stabilimento era piombato, per avviare relazioni virtuose dal punto di vista della cultura del lavoro, delle prestazioni ambientali, della responsabilità sociale nei confronti dei cittadini.
Solo con l’innovazione salveremo l’industria italiana e Piombino ha in questo contesto, per storia, cultura e modello socio-economico, enormi responsabilità alle quali non potrà sottrarsi.
Piombino, lì 25 febbraio 2005-02-25
Gianni Anselmi
Sindaco di Piombino