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 11-Febbraio-02

Intervento dei Sindaci sulla politica finanziaria locale

La legge finanziaria che il Consiglio dei Ministri ha consegnato al Parlamento per l’approvazione, impone ai Comuni blocchi agli acquisti, alle assunzioni, all’addizionale IRPEF, tagli ai trasferimenti, vincoli sulla spesa, e addossa agli enti locali il totale carico degli oneri sugli aumenti contrattuali dei dipendenti e delle nuove competenze attribuite, cancellando dieci anni di conquiste autonomiste. La Cisl, organizzazione sindacale firmataria del Patto per l’Italia, in un recente intervento sul Tirreno (20 novembre 2002) ha formulato alcuni suggerimenti per l’elaborazione dei bilanci comunali senza tenere di conto di tutte le difficoltà e dei vincoli imposti dal governo con la nuova manovra. Sarebbe interessante sapere come la Cisl intenda coniugare le oggettive difficoltà finanziarie dei Comuni con l’incremento ed il miglioramento dei servizi sociali senza incidere sulla pressione fiscale. Auspichiamo pertanto la partecipazione della Cisl al prossimo tavolo di discussione che  sarà convocato dalle Amministrazioni comunali, invitando questa organizzazione a non disertare come già successo nel precedente incontro.  Il metodo scelto dai Comuni, e già intrapreso, è quello della concertazione e della consultazione con tutte le categorie economiche e sociali e con i cittadini. Il confronto aperto sulle questioni è fondamentale per l’elaborazione di strumenti come il bilancio, anche se implica, da parte di tutti i soggetti partecipanti, un impegno ed uno sforzo di elaborazione ben più difficile, rispetto ad un intervento senza contraddittorio sulla stampa locale. Ad Arezzo, nell’ambito di una conferenza organizzata da “Dire & Fare”, il rappresentante regionale della Cisl ha affermato la propria disponibilità ad aprire un tavolo di concertazione con i Comuni a patto che non si affronti il capitolo delle “Entrate”, sul quale non si ammettono interventi. Siamo di fronte quindi ad una “concertazione impositiva” la stessa linea imposta dal governo agli enti locali. 

Parallelamente a questo invitiamo la CISL a riflettere su alcune questioni molto importanti  che riguardano la diminuita capacità di acquisto dei cittadini, come conseguenza dell’attuale congiuntura economica ma anche della politica finanziaria del governo: secondo il presidente dell’Istat il tasso di inflazione al 2,7%, fa diminuire la disponibilità economica delle famiglie di 750 euro all’anno, mentre, secondo l’Intesa dei Consumatori , l’inflazione reale, quella che constatiamo tutti i giorni nei negozi e sui banchi del mercato e che l’Istat non rileva, graverà mediamente sulle famiglie italiane per oltre 1.500 euro. Per limitare tutto questo sarebbe necessario che il governo esercitasse un’azione calmieratrice del tasso d’inflazione. In questi giorni, inoltre, milioni di lavoratori sono chiamati a pagare anticipatamente il 98% delle tasse che dovrebbero pagare nel 2003; lo Stato però non ha disponibilità di bilancio per pagare ai Comuni i trasferimenti erariali, nemmeno la restituzione dell’Iva che i comuni hanno già pagato per i servizi esternalizzati e neppure per il mancato introito dovuto all’esenzione dell’imposta di pubblicità, per non parlare del mancato gettito dell’Ici da parte delle centrali Enel.

Per questi motivi auspichiamo interventi più incivisi da parte di questa organizzazione sindacale sulle scelte del governo centrale, scelte che sono inevitabilmente destinate a condizionare pesantemente le politiche locali.

Piombino, lì 26.11.02                   I Sindaci  dei Comuni della Val di Cornia