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 30-Novembre-10

QUATTRO ATTI DI EDUARDO STASERA AL METROPOLITAN

Al Teatro Metropolitan di Piombino, martedì 30 novembre (ore 21), è di scena la comicità di Eduardo De Filippo nella messinscena firmata da Giancarlo Sepe e rappresentata da Rocco Papaleo e Giovanni Esposito. Gli attori incontreranno il pubblico il pomeriggio prima dello spettacolo, alle ore 18 in saletta rossa, intervistati dalla giornalista Maria Antonietta Schiavina.
Lo spettacolo, dal titolo Eduardo più unico che raro, si articola nei seguenti quattro irresistibili atti unici firmati dal maestro del teatro partenopeo:

Filosoficamente (del 1928)
Un padre preoccupato per le sorti delle due figlie ancora nubili organizza una festa per agevolare un incontro. Peccato però, che al momento della festa ci si accorga che i due spasimanti, finalmente trovati, abbiano grossi problemi di vista.

Il dono di Natale (1932)
Una storia, quella di Attilio ed Emilia, giovani sposini poveri e innamorati. L’altra storia, quella di Domenico e Sofia, proprietari della loro casa, che vivono una vita di litigi. Come terzo personaggio vi è il barone Cerenza che corteggia la giovane Emilia, puntualmente respinto in malo modo in una serie di comiche situazioni che vedono protagonista Domenico. Arriva Natale e i due giovani non hanno di che comperare regali. Emilia decide di tagliarsi i capelli in modo da racimolare qualche soldo per poter comprare una catena per l’orologio a cipolla del marito, mentre questi vende proprio l’orologio per comprarle dei pettini, ormai inutili.

La voce del padrone (1932)
La commedia racconta della travagliata registrazione, in una sala di incisioni, della canzone Adduormete cu’mme; una serie continua di imprevisti e d’interruzione ne rallentano la registrazione.

Pericolosamente (1938)
Michele, tornato dopo quindici anni di lavoro dagli Stati Uniti d’America, ritorna nella sua città, Napoli, dove incontra il suo amico Antonio che gli dà ospitalità. Quel giorno ad attenderlo, trova la moglie di Arturo, Dorotea, donna sciocca e dal carattere capriccioso che Antonio ha sposato due anni prima. Dorotea confessa a Michele che il marito, ogni giorno, gli spara con una rivoltella nei momenti di rabbia, ma per sua fortuna resta sempre illesa, a causa della mira, a suo pensiero, sbagliata. Quando Antonio ritorna a casa chiede due caffè alla moglie, ma Dorotea, stizzita, risponde che non ha intenzione di fare la serva. Arturo, irato, prende dalla tasca la rivoltella e le spara. Michele, esausto e spaventato, afferma di voler denunciare l’uomo per il suo comportamento. Arturo lo prende da parte, spiegandogli la situazione…
Un finale tutto da ridere!

La rassegna teatrale è organizzata dal Comune di Piombino in collaborazione con Fondazione Toscana Spettacolo e il contributo di Enel.