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 11-Aprile-11

IL GENIO PONTIERI RICOSTRUISCE IL PONTE DI LEONARDO SABATO 16 APRILE 2011 A PIOMBINO


Nell’ambito della mostra “Il ritorno di Leonardo a Piombino”, sabato 16 aprile a partire dalle ore 16 è previsto un evento simbolico e spettacolare: il montaggio del “Ponte Salvatico” di Leonardo, un ponte militare cosiddetto “di fortuna”, progettato dal grande genio quando era al servizio di Cesare Borgia. Il montaggio del ponte sarà effettuato anche la mattina, a partire dalle ore 11, alla presenza delle scuole.
Si tratta del modello originale del ponte schizzato da Leonardo oltre cinquecento anni or sono nel foglio 45 recto dello stesso Manoscritto II di Madrid, che misura circa 7 metri.
È stato interpretato e ricostruito per la prima volta nel 1997 dagli Artefici del Museo Ideale Leonardo Da Vinci.
Il montaggio, previsto a partire dalle 17, sarà effettuato dal II Reggimento Genio Pontieri dell’Esercito Italiano, fondato nel 1883 e ricostituito a Piacenza nel 1948, mantenendo l’antico motto: “Per ogni ponte una superba sfida”. Il montaggio sarà preceduto da una presentazione, alle ore 16,con interventi di Alessandro Vezzosi, direttore del museo ideale “Leonardo Da Vinci”, Ovidio Dell’Omodarme assessore alla cultura del Comune di Piombino, Luca Sbrilli, presidente della Parchi Val di Cornia, il capitano Pietro Pace e il tenente Stefano Manca del Genio Pontieri di Piacenza.
Leonardo Da Vinci disegnò più volte ponti di fortuna, denominandoli “salvatici”.
Ne offre una definizione singolare e folgorante nel foglio 46r del Manoscritto I di Madrid: «Questo è un ponte salvatico, fatto per neciessità d’uno esercito, dalle propie piante che ssi trovano alle riviere / de’ fiumi. E questa è l’armadura d’esso ponte, cioè l’ossa, che si copre poi di legniame più spesso e poi rami d’alberi / e sscope e piote di terra. E quanto più si carica più si serra e non ha neciessità di forte spalli come li altri».
«Salvatico è quel che si salva» chiarisce, peraltro, in termini lapidari e apparentemente paradossali nel primo foglio del Codice Trivulziano.
Ma non vi sono dubbi per l'impiego architettonico, militare e difensivo: “salvatiche” sono le scale del duca di Urbino (Ms. L, foglio 40 recto) poiché servono a mettersi in salvo in caso di pericolo (congiure, rivolte, assalti...).
Già al tempo in cui lascia Firenze per recarsi a Milano, alla corte di Ludovico il Moro, Leonardo inizia la sua lettera di auto-presentazione proprio vantando le sue conoscenze sui ponti di fortuna: « Ho modi de ponti leggerissimi e forti ed atti a portare facilissimamente, e con quelli seguire, e alcuna volta fuggire, li inimici...».
Pur definendo la battaglia (la guerra) “pazzia bestialissima”, il genio di Vinci si recò a Piombino, in quello stesso 1502, per il Borgia, “signore della guerra”. E vi tornò nel 1504 al servizio, invece del principe Appiani per i progetti di fortificazioni militari. Fu un periodo in cui si applicò alle più diverse attività artistiche, scientifiche e tecnologiche.

L’iniziativa è organizzata dal Comune di Piombino, dalla società Parchi Val di Cornia in collaborazione con il Museo Ideale Leonardo Da Vinci ed è sponsorizzata dalla ditta Cadelago.