In questi giorni l’amministrazione comunale sta affrontando insieme alla Regione e agli altri comuni toscani la delicata questione dei profughi giunti in Italia dopo la crisi libica e accolti dal Comune per la scuola di Franciana. Una questione per la quale è fondamentale fare leva sul senso profondo di accoglienza dei nostri territori.
“Siamo riusciti a organizzare in poco tempo l’ospitalità in una struttura che non era attrezzata per questo – dice l’assessore Anna Tempestini e il sindaco – grazie al lavoro degli uffici comunali e al forte impegno della Croce Rossa, Pubblica Assistenza, Caritas, dell’associazione Gaybila, di Samarcanda. Queste associazioni, oltre a dare una mano operativa nella fornitura dei generi di prima necessità, stanno svolgendo un compito fondamentale di sostegno e di assistenza morale nei confronti di queste persone. Vogliamo pertanto ringraziare tutti coloro che in questi giorni si sono impegnati con grande generosità in questo programma”.
Tutte le associazioni coinvolte, ognuna per le proprie competenze e caratteristiche, hanno contribuito in maniera fondamentale in questa direzione. Samarcanda attraverso i propri collaboratori che svolgono lavoro di interprete per lingua francese e araba agevolando così i rapporti tra i profughi e il personale dei vari enti interessati al programma di accoglienza (Comune, ASL, Commissariato ecc...). Tutte le mattine i volontari di Samarcanda e di Gaybila sono presenti in Franciana per ascoltare i bisogni dei profughi e nel caso fare da tramite con le varie associazioni ed enti che possono risolvere eventuali loro problemi.
Stessa attività di supporto e assistenza viene svolta dalla Pubblica Assistenza, che sta ospitando ancora i tunisini arrivati a Piombino nel mese di aprile, dalla Croce Rossa che svolge funzioni anche di gestore della struttura e di coordinamento del programma, dalla Caritas. A questo proposito la Caritas rinnova la richiesta di raccolta di generi alimentari per la colazione, vestiario e scarpe. Da aggiungere tra le proposte quella di una piccola raccolta di “offerte in denaro” da gestire autonomamente nel vicariato di Piombino per sopperire ad eventuale emergenza di particolari richieste non esaudibili con le donazioni in materiale che verrà donato.
I profughi sono tutti ragazzi giovani (il più grande è del '75 e sono sbarcati nei giorni scorsi a Lampedusa dalla Libia); appartengono a varie etnie e di vari paesi del Corno d'Africa e del Centro Africa. In Libia svolgevano vari lavori pesanti legati allo sviluppo economico/sociale del paese. Dopo l'ultimo intervento armato dell'Occidente, il governo libico li ha costretti a fuggire perchè non intenzionati a combattere nelle file dell'esercito di Gheddafi. Molti di loro vorrebbero tornare nei loro paesi di origine, alcuni hanno le moglie in attesa di figli, altri figli piccoli.
La loro permanenza dipenderà molto dai tempi di risposta del Ministero attraverso la Prefettura alle domande per il riconoscimento o meno di stato di rifugiato.