Si sono conclusi domenica sera, con la tavola rotonda dal titolo “Dal museo archeologico del territorio di Populonia al futuro del nostro patrimonio culturale. Esperti e cittadini a confronto”, i festeggiamenti per i 10 anni del Museo archeologico del Territorio di Populonia.
Sotto la guida del moderatore Claudio Rosati, già dirigente del Settore Musei della Regione Toscana, si sono succeduti racconti e aneddoti dei protagonisti di ieri e di oggi: Andrea Camilli, attuale funzionario della Soprintendenza per i beni archeologici per la Toscana, Daniele Manacorda (direttore scientifico del progetto di allestimento per il Dipartimento di Archeologia dell’Università di Siena, oggi docente all’Università di Roma3), Giandomenico De Tommaso (che ha curato il progetto di allestimento come collaboratore della Soprintendenza e oggi docente all’Università di Firenze). A fare gli onori di casa, il presidente della società Parchi Luca Sbrilli e l’assessore alla cultura del Comune di Piombino Ovidio Dell’Omodarme.
Un momento di riflessione importante sulle scelte e sul modello seguito per la realizzazione del museo: un museo pensato nel centro storico di Piombino al fine di stabilire un nesso tra il centro della città e l’area di Populonia, per accrescere l’attrattività culturale di Piombino. “Un obiettivo raggiunto, considerate le oltre 11.000 presenze che, insieme al Museo del Castello di Piombino, il museo ha registrato nel 2010” ha affermato l’assessore Ovidio Dell’Omodarme. “Un museo che, se è così capace di interessare il suo pubblico è anche grazie al modello seguito nella realizzazione con la stretta collaborazione tra Comune, Parchi Val di Cornia, Università e Ministero attraverso la Soprintendenza”. Collaborazione portata a modello da tutti gli intervenuti e identificata come il punto di forza di questa struttura; “un monumento alla collaborazione” con questa immagine il dott. Camilli ha voluto rappresentare il museo stesso.
Una serata che ha riconosciuto al museo e all’intero progetto del sistema dei Parchi e Musei della Val di Cornia anche il merito di essere riusciti a coniugare perfettamente ricerca, tutela e valorizzazione, “facendo sì che si riuscisse a rappresentare in modo intelligente la storia di un territorio” – sono le parole di Luca Sbrilli, attuale presidente della Parchi Val di Cornia.
Anche dopo la musealizzazione la ricerca non si è fermata e questo ha reso possibile creare un museo dinamico, arricchito dal 2001 ad oggi con diverse nuove collezioni.
“La cosa bella di questo museo è che oggi non è più quello del 2001” è stata l’affermazione del prof. Daniele Manacorda.
Tra l’emozione dei ricordi affiorati dalle parole del dott. De Tommaso e simpatici aneddoti sulle peripezie affrontate per dare dinamicità al museo incrementando le collezioni e arricchendo gli allestimenti, la tavola rotonda si è conclusa con una riflessione sul momento critico che la cultura sta vivendo. La forte diminuzione di risorse metterà sicuramente alla prova l’intero “sistema cultura” ma, anche nell’ottica di quel dinamismo dei parchi e del museo tanto inneggiato, la volontà è quella di continuare con la ricerca, ancora oggi fortemente presente sul territorio, sostenuta e voluta dalle istituzioni coinvolte nel progetto iniziale.
Per rivivere il momento della “nascita” di questo importante polo museale, la tavola rotonda si è chiusa con la proiezione del video relativo al backstage dell’allestimento del museo nel 2001.