8 marzo, festa della donna- una data che fa discutere tra chi la ritiene superata dai tempi e chi invece la considera ancora importante per l’affermazione del diritto alla parità di genere e chi invece la considera una festa come tante, da trascorrere con le amiche, a cena magari emulando i comportamenti maschili.
Credo che l’origine della festa, la morte delle 129 operaie nella fabbrica tessile di Cotton negli Stati Uniti a causa di un incendio doloso seguito allo sciopero e all’occupazione della fabbrica per la difesa del lavoro, richiami in maniera forte la situazione attuale, un tempo nel quale ancora molte donne devono lottare per difendere il diritto al lavoro e ad una vita dignitosa.
E come non riflettere sui tanti episodi di violenza che vedono le donne soccombere quali vittime di un insensata voglia di sopraffazione da parte di chi non vuole rinunciare ad un ruolo dominante.
Per questo e per tanto altro credo che soffermarsi ad analizzare i tanti aspetti della problematicità del vivere di tante donne sia utile ed opportuno, senza scadere nella retorica ma cercando di analizzare davvero gli aspetti critici dell’essere donna nel nostro tempo, ma anche la ricchezza di una visione diversa e la necessità che questa visione diventi protagonista.
Lo dicono i sociologi e gli economisti, la crescita del nostro paese è legata alla partecipazione dei giovani e delle donne al mondo del lavoro che rappresenta fattore di crescita indispensabile per uscire dalla crisi. Per questo credo che il protagonismo delle donne non sia un’esigenza delle donne ma di tutta la nostra società; per questo tutti coloro che hanno responsabilità di governo, politico o economico dovrebbero sentirsi impegnati su questo versante.
Voglio per questo augurare a tutte le donne un buon 8 marzo ed in particolare alle giovani, che sappiano cogliere in positivo i risultati delle tante battaglie delle donne del passato, note e meno note, che hanno rivendicato con coraggio i tanti diritti che oggi diamo per scontati ma che non dobbiamo considerare acquisiti per sempre; che sappiano prendere in mano il loro futuro pur nelle difficoltà del nostro tempo e con la capacità di impegno e di lavoro che contraddistingue l’essere donna, continuare, nella battaglia per l’affermazione e il riconoscimento del diritto alla parità di genere, al superamento degli ostacoli che ancora e soprattutto nel nostro paese si frappongono alla piena realizzazione delle loro aspirazioni.
Questo credo debba essere l’8 marzo, una giornata di riflessione, ma una di tante.
Assessore Anna Tempestini