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 15-Giugno-12

PEEP DI MONTEMAZZANO. LE SENTENZE DEL GIUDICE DANNO RAGIONE AL COMUNE

Sentenze favorevoli per il Comune sulla vicenda dei maggiori oneri di esproprio richiesti per il Peep di Montemazzano.
Dopo quasi 6 anni dall’avvio della vicenda giudiziaria con la quale le cooperative edili coinvolte avevano avviato causa legale nei confronti del Comune, il Tribunale di Piombino ha emesso le prime tre sentenze con le quali il giudice respinge le opposizioni presentate dal Consorzio Etruria e della cooperativa edile Lavoratori e obbliga queste imprese a pagare il conguaglio dovuto.
Le sentenze sono state trasmesse in questi giorni dall’avvocato Carlo Moschini difensore del Comune.

La vicenda risale ai primi anni ’80 quando l’area in questione venne espropriata e pagata dall’amministrazione comunale a prezzo agricolo, come previsto dalla legislazione vigente all’epoca.
I terreni espropriati furono poi destinati a edilizia popolare e nelle convenzioni, stipulate a quel tempo tra Comune e operatori (cooperative edilizie, imprese, singoli privati) che attuarono gli interventi edilizi, il terreno fu ceduto ad un costo molto basso, sulla base del valore agricolo attribuitogli, ma con la clausola contrattuale che i prezzi indicati sarebbero stati soggetti a conguaglio. In seguito la legge sugli espropri è stata definita e modificata e uno dei proprietari delle aree espropriate ha chiesto per via giudiziale un adeguamento nella corresponsione dell’indennizzo.

Nel 2006 il Comune ha quindi dovuto pagare il conguaglio, già previsto nell’atto di cessione, per un importo complessivo di oltre un milione di euro.
Per agevolare il recupero delle somme dovute dai vari soggetti attuatori l’amministrazione comunale aveva consentito il pagamento in due anni in forma rateizzata.
Nei confronti di coloro che non avevano aderito spontaneamente alla richiesta di conguaglio, era stata emessa invece un’ingiunzione di pagamento, nei confronti della quale le cooperative edili hanno opposto una causa legale.

Queste prime sentenze confermano che il Comune ha legittimamente operato per il recupero delle maggiori somme dovute.