Una delegazione di docenti e allievi dell’International Expo Master Degree Course in Coastal Marine Integrated Management è arrivato questa domenica nell’area di Baratti per la visita agli interventi di difesa costiera antistanti l’area archeologica e con l’occasione, per una specifica visita alla necropoli etrusca del Parco archeologico di Baratti e Populonia.
Il Master, istituito dal IUSS di Pavia, è il risultato della cooperazione scientifica di sei università italiane con la Chonnam National University dei Korea e la Tongij University di China ed è sponsorizzato dal Bureau International des Expositions. Obiettivo del master è offrire ai partecipanti la possibilità di acquisire alte capacità professionali in management delle zone costiere.
Nell’ambito del progetto di master la delegazione visiterà altre aree italiane; la zona di Baratti è stata scelta per una tappa del tour per l’originalità dell’intervento realizzato sulla fascia costiera a difesa dell’area archeologica presente sulla spiaggia e per l’innovativa modalità di realizzazione dell’intervento stesso.
Gli studenti provenienti da diversi paesi extraeuropei tra i quali Cina, Corea, Marocco, Messico, Cile, Tanzania, hanno potuto visitare la necropoli di San Cerbone e successivamente hanno visitato insieme ai docenti (tra cui il Prof. Enzo Pranzini dell’Università di Firenze) e ai tecnici della ditta specializzata, l’intervento con i geotubi posti a difesa dell’area archeologica, valutando la tecnica sperimentale applicata, i risultati ottenuti e le tendenze evolutive del litorale.
A salutare la delegazione il Presidente della Parchi Luca Sbrilli e l’Assessore alle Politiche Ambientali e Difesa della Costa del Comune di Piombino Marco Chiarei.
“Siamo particolarmente contenti – commenta Sbrilli - che l’opera realizzata a Baratti a difesa dell’area archeologica sia d’esempio per ricercatori e studenti di alto profilo; ciò significa che è stata adottata la migliore strategia d’intervento d’urgenza. Adesso attendiamo la realizzazione del progetto complessivo per l’intero Golfo di Baratti”.
“ L'attenzione del mondo scientifico ci conforta sulla giustezza delle scelte fatte sino ad oggi - sottolinea Chiarei - Credo che stiamo ponendo le basi concrete per salvare davvero il Golfo di Baratti dalle problematiche ambientali di cui soffre. I prossimi mesi serviranno a svolgere il necessario monitoraggio che sarà utile a definire le strategie future e quello che si potrà fare in termini di manutenzione ed eventuali nuovi interventi. I “sacconi” di Baratti sono già oggi un esempio di intervento di difesa della costa condiviso tra cittadini, turisti, enti pubblici e di ricerca. Un risultato non di poco conto e tutt'altro che scontato. “