Dopo l’approvazione della delibera venerdì scorso, l’amministrazione comunale di Piombino ha inviato ieri la richiesta formale al Ministero di Giustizia per il mantenimento dell’ufficio di Giudice di Pace in città. Il decreto legislativo del 7 settembre scorso, infatti, ha disposto la soppressione di molti uffici territoriali, tra cui anche quello di Piombino, prevedendo comunque la possibilità da parte degli enti locali interessati, anche consorziati tra di loro, di richiedere e ottenere il mantenimento del servizi facendosi integralmente carico delle spese di funzionamento, compreso il personale amministrativo.
Il Giudice di Pace è l’organo di giustizia più vicino al cittadino, che svolge importanti funzioni in materia di contenzioso, oltre a rilevanti compiti di conciliazione.
Il Comune di Piombino, in piena intesa con l’associazione forense, si è attivato da mesi per evitare la perdita di questo servizio avviando un percorso di valutazione dei costi e di fattibilità economica insieme agli altri Comuni che rientrano nella giurisdizione, San Vincenzo, Campiglia M.ma e Suvereto.
“Nelle more della perfezione dell’accordo con gli altri Comuni del territorio, che hanno già dato segnali positivi, abbiamo confezionato un atto a cui ha fatto seguito la richiesta al Ministero per il mantenimento di questo ufficio giudiziario - afferma il sindaco - e che conclude un percorso avviato ormai già da diversi mesi. Da sottolineare inoltre che la scadenza della domanda per il mantenimento della sede non è ancora definita dal momento che i 60 giorni previsti per inoltrare le richieste decorrono dalla pubblicazione sul bollettino ministeriale, ad oggi non ancora avvenuta.”
Il costo annuale preventivato per mantenere il servizio in loco è di 70.000 euro circa, considerate le utenze, energia elettrica, acqua, telefonia ecc. e il costo del personale. La ripartizione della spesa tra i Comuni dovrebbe essere sulla base del numero degli abitanti di ogni Comune. Anche l’associazione forense esprime soddisfazione ringraziando l’amministrazione comunale che ha accolto questa possibilità offerta dalla legge.
Altrettanto non è stato possibile per la sezione distaccata del Tribunale, soppresso, come in tutto il resto d’Italia, con un decreto governativo senza nessun’altra possibilità di riorganizzazione. “Anche per la vicenda del tribunale - dicono dall’associazione forense- abbiamo lavorato a lungo ma la scelta del Governo non ha lasciato margini, né a noi né al Comune. A questo proposito pensiamo di organizzare a breve un incontro aperto alla cittadinanza in cui si chiariscano i termini della questione.”