“La proposta industriale che sarà presentata dal gruppo Klesh, se conforme a quanto emerso dalle anticipazioni di stampa, lascia il tempo che trova dal punto di vista della sua reale applicabilità, dal momento che il rilascio delle concessioni edilizie per la realizzazione di un eventuale forno elettrico come è noto compete al Comune, così come qualunque idea o ipotesi di utilizzo immobiliare delle aree attualmente occupate dagli impianti a caldo con finalità diverse da quelle industriali sono di competenza del consiglio comunale”.
Il sindaco esprime perplessità sulla trattativa in corso tra CdA Lucchini e gruppo Klesh che rischia di sviluppare la questione in maniera estremamente riduttiva e penalizzante per il territorio.
“In una vicenda che non può essere affrontata solo da un punto di vista finanziario, non si può prescindere da un ruolo politico istituzionale che deve essere rivestito a pieno titolo dal Governo e dalle amministrazioni locali, con il concorso delle forze sociali.Non esiste cioè una via di uscita da questa impasse senza un necessario protagonismo delle istituzioni nella valutazione di un progetto industriale credibile. Qualunque soluzione deve essere discussa al tavolo del Governo, riconducendo in una dimensione fisiologica le necessità degli istituti bancari e tenendo nella giusta considerazione l’esposizione delle imprese dell’indotto - spiega Anselmi. La Lucchini e il polo siderurgico piombinese rappresentano un patrimonio industriale e non un semplice asset patrimoniale.
Quello che serve - ribadisce il sindaco - è un robusto intervento dello Stato, che deve diventare l’interlocutore principale anche per sciogliere i nodi relativi alle infrastrutture, porto e bonifiche, per il tempo necessario a ridefinire le prospettive industriali di Piombino. Occorre un’analisi oggettiva del polo siderurgico e del territorio che ne riaffermi le ragioni e la strategicità, per Piombino e per l’Italia. Solo politiche industriali nazionali possono far ritrovare competitività alla nostra siderurgia. Non può essere un pool di banche a traghettarci in questa fase così dura.
La trattativa con Klesh, invece, rischia di apparire solo un balletto teso a guadagnare tempo da parte, secondo logiche distanti dall’interesse generale e che non fanno i conti con le prerogative industriali e strategiche dell’area.E’ con queste convinzioni che saremo, una volta di più, a manifestare le nostre ragioni lunedì pomeriggio alla manifestazione allestita dalle organizzazioni sindacali, auspicando una larga partecipazione della cittadinanza”.