L’assessore Anna Tempestini, in qualità di presidente della Società della Salute, interviene in merito alle politiche sanitarie territoriali, rispondendo all’interno dello Spi-Cgil e all’accordo sottoscritto tra Comune e Asl6 sulla Casa della Salute.
“Mi corre l’obbligo di rilevare come alcune affermazioni del sindacato risultino contraddittorie e non chiare - afferma Tempestini - La riorganizzazione dei servizi territoriali rappresenta un’esigenza maturata nel tempo rispetto a quelle che sono le mutate esigente dei cittadini e del quadro epidemiologico e sociale ed è già una realtà in alcuni territori della nostra Regione.
Fornire ai cittadini un unico presidio dove possono trovare risposte non frammentate e per una durata temporale adeguata, almeno 12 /18 ore, credo sia un obiettivo importante e adeguato alla realtà della nostra città.
Il nuovo modello organizzativo territoriale che vorremmo perseguire è in linea con quanto previsto dalla Regione e per questo abbiamo concordato con ASL la presentazione di una richiesta di finanziamento per la progettazione della nuova struttura che, vorrei sottolineare, può rappresentare un’occasione per il nostro territorio , un modo per integrare e facilitare i percorsi e l’integrazione delle politiche della salute anche attraverso la presenza dei Medici di Medicina Generale , per restituire ai cittadini una visione unitaria del problema salute.
Mettere in relazione questo progetto con la possibile diminuzione dei posti letto mi pare improprio. Tra l’altro mi risulta che la nostra ASL rientri già nei parametri previsti dalla Regione in quanto a rapporto posti letto /abitanti.
Vorrei anche sottolineare come l’accordo sottoscritto preveda che i proventi delle eventuali vendite di strutture ASL nella nostra città siano qui reinvestiti, un impegno che faremo valere proprio per implementare e migliorare i nostri servizi in favore dei cittadini.
Riguardo alla valorizzazione del sistema sanitario locale, vorrei sottolineare l’impegno dei sindaci al mantenimento dei servizi nell’attuale presidio ospedaliero e nel contempo l’avanzamento della proposta del nuovo ospedale. Quest’ultima, ovviamente da collocare nell’ambito della programmazione della rete ospedaliera toscana, darebbe dignità a un territorio che, rispetto al nanorama toscana, presenta livelli di criticità legati alla distanza rispetto alle strutture ospedaliere più qualificate.
Questo richiede unità d’intenti anche da parte delle forze sociali per le evidenti ricadute organizzative nel sistema ospedaliero provinciale e sovraprovinciale.
In merito alla necessità di un confronto credo non siano mancate le occasioni e le disponibilità che ovviamente vengono riconfermate e si renderanno necessarie nel corso della definizione del progetto.