Ci sono luoghi che hanno un significato e un valore che vanno al di là della loro semplice apparenza. E’ il caso del villaggio dei Diaccioni, uno dei quartieri che, per la storia e per le sue caratteristiche, rappresenta un pezzo importante dell’identità della città e del territorio.
Il volume “Villaggio Diaccioni Piombino. Fisionomia e memorie di un quartiere modello”, realizzato dall’associazione “Quelli che ... ai Diaccioni” con il patrocinio del Comune di Piombino, il supporto del quartiere Salivoli, la collaborazione di Unicoop Tirreno e pubblicato da Bandecchi & Vivaldi, sarà nuovamente al centro di un’iniziativa organizzata nell’ambito della festa del PD domenica 8 settembre alle ore 21, dopo la prima presentazione pubblica ai Diaccioni del 25 agosto scorso.
Moderatrice dell’incontro sarà Lorenza Boninu, con interventi di Mirko Lami, Enzo Polidori e Enrico Gibellieri, ultimo presidente della C.E.C.A. Sarà presente l’assessore alla cultura Ovidio dell'Omodarme.
Realizzato con l’impegno di molte persone che hanno vissuto ai Diaccioni dagli anni ’70 in poi, la pubblicazione raccoglie interventi di approfondimento sulle peculiarità architettoniche e sociali dei Diaccioni, proponendo una rassegna di immagini di vita comunitaria molto interessante dal punto di vista sociologico e culturale, proveniente in buona parte dall’archivio del fotografo Domenico Finno. Altre immagini sono frutto di una ricerca attenta e volenterosa di “diaccionesi” doc che hanno accettato la sfida di un vero e proprio viaggio nella memoria.
Dal punto di vista architettonico il villaggio rappresenta un modello quasi unico in Italia, un esempio significativo e molto innovativo della concezione urbanistica di edilizia popolare degli anni Sessanta e Settanta progettato in quegli anni da illustri architetti che erano veri e propri riferimenti per i loro tempi. Un progetto pilota, all’interno di un programma della Comunità Europea Carbone e Acciaio, la cui idea di fondo era quella di costruire delle abitazioni rispettose delle esigenze generali della vita dei lavoratori.
L'incontro sarà incentrato pertanto sui legami tra urbanistica ed etica e soprattutto sulla possibilità di una vita non alienata, rispettosa dei bisogni esistenziali, che le amministrazioni possono promuovere.