A seguito del decreto legislativo approvato in Parlamento legato al federalismo demaniale, anche il Comune di Piombino ha fatto richiesta all’Agenzia del Demanio di trasferimento di beni attualmente ancora di proprietà demaniale. Si tratta di nove schede di richiesta che comprendono fabbricati e aree rilevanti dal punto di vista ambientale, paesaggistico e culturale che, se venissero trasferite al Comune, potrebbero essere più adeguatamente valorizzate e diventare oggetto di futuri progetti di tipo culturale.
L'art. 56 bis del decreto legislativo 69 del 2013, convertito in legge in agosto, ha introdotto infatti procedure semplificate per il trasferimento agli enti territoriali di immobili. Al fine di garantire la massima trasparenza e collaborazione istituzionale, è stato messo a disposizione degli enti territoriali un elenco di immobili trasferibili a titolo non oneroso.
Questi i beni chiesti recentemente, entro la scadenza del 30 novembre scorso, dal Comune di Piombino: il museo etrusco di Cittadella a Piombino che il Comune gestisce tramite la società dei Parchi della Val di Cornia; il fabbricato conosciuto come “ex concia”, e cioè la palazzina al Porticciolo di Marina accanto alla Lega Navale; l’edificio conosciuto come edificio della Finanza a Baratti vicino al ristorante Canessa, che, secondo il piano particolareggiato di Baratti, dovrebbe essere destinato a finalità turistico ricettive, l’ex torre di avvistamento di Tor del Sale, già vincolata come bene di valore storico e culturale, un edificio a Carbonifera, una volta adibito a casello, per il quale, come per la palazzina di Baratti si prevede una destinazione turistico-ricettiva; l’area alla Tolla Alta denominata ex Semaforo rispetto alla quale esiste un progetto, in collaborazione con il Quartiere Porta a Terra Desco, per la realizzazione di un parco storico naturalistico sulla falsariga del Falcone e un progetto della memoria; le aree umide vicino al Quagliodromo non utilizzate dalla Lucchini che comprendono il Quagliodromo e una parte a verde lato mare che consentirebbe il collegamento fino alla Chiusa di Pontedoro, attualmente interdetto. Richieste anche due aree industriali, la prima in concessione a Tenaris Dalmine e altre aree demaniali industriali in concessione alla Lucchini, che, una volta tornate nelle disponibilità del Comune, potrebbero essere valorizzate.