In questi giorni, sono molti a criticare i comportamenti e le scelte del Movimento cinque stelle, ed è giusto. La gazzarra che i suoi rappresentanti hanno inscenato in Parlamento non ha molti precedenti e va condannata con severità, come ha fatto opportunamente anche il presidente della Repubblica.
Così come vanno condannati tutti gli atteggiamenti, da qualsiasi parte politica provengano, che tendano a sminuire il ruolo delle istituzioni democratiche.
L’episodio del post su facebook, nell'arco di una notte, ha inoltre scatenato i sentimenti più misogini e retrivi di molti dei frequentatori della pagina di Grillo. I commenti sono stati rimossi, ma la sensazione che qualcosa di grave sia accaduto resta nell'aria.
Se la presidente della Camera va oltre e parla di "potenziali stupratori", non sono nuovi gli insulti a sfondo sessuale e razzista nei confronti di altre donne rappresentanti delle istituzioni, come la Kyenge, mentre è di pochi giorni fa la querela per ingiurie, da parte di 7 deputate del Pd, ai danni di Massimo Felice de Rosa. E ancora qualche giorno prima, una manata raggiunge in pieno volto Giulia Sarti, deputata del M5S.
Comportamenti come questi vanno fortemente stigmatizzati cosi’ come i pensieri che ne stanno alla base: è evidente che si sostituisce l'insulto, l'aggressione alla persona, all'argomentazione di carattere politico. Spostare l'attenzione dai contenuti al piano personale è un segnale molto negativo. In più, quando si tratta di donne, c'è l'aggiunta quasi automatica dell'insulto a sfondo sessuale.
Credo che la società italiana possa esprimere qualcosa di più civile. Stiamo attraversando una fase in cui le singole persone, le singole capacità e positività non riescono a diventare tutte insieme una somma di positività.
In questa fase faccio un appello al senso di responsabilità delle donne, fortemente penalizzate da questo arretramento Si pensi alla legge approvata in Spagna dal ministro Gallardòn che rivede sostanzialmente la possibilità di interrompere la gravidanza.
E’ importante dunque presidiare con ancora più forza i luoghi della democrazia. I passi indietro possono essere veloci e anche pesanti. In gioco è soprattutto il destino della democrazia italiana; anzi, quelle che sono oggi in discussione sono differenti idee e concezioni della democrazia, e la configurazione che essa, potrebbe avere, in Italia, nei prossimi anni. È uno scontro sia politico che etico-politico: forse bisognerebbe spiegare, o ricordare a chi se ne è dimenticato, quale principio di civiltà e libertà individuale e collettiva sia la democrazia rappresentativa, quando essa è viva e vitale. Come diceva Clemenceau, “è come l’aria: se ne sente la mancanza quando non ce n’è più”.
E si dovrebbe anche valutare come si possa promuovere un’azione educativa nei confronti dei giovani quando gli esempi che vengono dai livelli istituzionali più alti sono quelli che abbiamo visto in questi giorni.
Anna Tempestini