Si è svolto giovedì 17 luglio a San Vincenzo un incontro promosso dal sindaco di Piombino Massimo Giuliani ed esteso ai sindaci della Val di Cornia, per discutere del tema di nuove forme di cooperazione territoriale tra i Comuni.
Invitato all’incontro il prof. Renato Di Gregorio, in Italia uno dei maggiori esperti e propugnatore della Formazione-Intervento che ha maturato la sua esperienza nella gestione del cambiamento strategico organizzativo in aziende di grandi dimensioni e che di recente si è occupato delle forme di più enti locali che operano per il raggiungimento di comuni obiettivi strategici di sviluppo territoriale, giungendo alla realizzazione di "servizi" cooperativi rivolti al "cittadino.
La riunione è stata ospitata dal sindaco di San Vincenzo, Alessandro Bandini. Erano presenti all’incontro il sindaco di Suvereto Giuliano Parodi, il vice sindaco di Piombino Stefano Ferrini e l'assessore Massimo Battaglia in rappresentanza del Comune di Campiglia M.ma.
L’iniziativa è nata proprio dall’esigenza di pensare nuove forme di organizzazione e di aggregazione territoriale che consentano di avere voce in capitolo nelle scelte di sviluppo territoriale, in una logica di area vasta dopo la legge Del Rio e a seguito dell’abolizione delle province.
Il Prof. Di Gregorio ha illustrato quindi il suo modello di lavoro e le sue applicazioni; ha illustrato anche la metodologia della formazione-intervento che è il processo utilizzabile per realizzare i cambiamenti necessari con la piena condivisione delle organizzazioni coinvolte e dei cittadini.
Egli ha cominciato a studiare il modello che oggi propone a partire dal 1998, da quando ha sperimentato le prime forme di aggregazione in Sardegna, poi in Puglia e nel Lazio. Oggi già un centinaio di Comuni italiani lo adotta. Un master, attivo da sei anni a questa parte, prepara coloro che sono interessati ad usarlo a supporto dei Comuni italiani. Si chiama RAGGI e lo si può frequentare presso le università di Roma, Milano e Potenza.
Se il modello fosse condiviso e venisse applicato, i giovani del luogo avrebbero una parte importante nel raggiungere il risultato atteso. Essi, infatti, acquisendo il metodo proposto da Di Gregorio, contribuirebbero al benessere della comunità locale e troverebbero un'occupazione innovativa nell'ambito dei servizi a supporto dello sviluppo locale.
I sindaci hanno deciso di conoscere meglio e verificarne la praticabilità di questo modello con l’obiettivo di aggregare non solo i Comuni della costa, ma per estendere l'adozione anche ai Comuni dell'Elba, convinti che maggiore è la compagine che si aggrega e maggiore è la forza che ne ricavano tutti gli enti aderenti.