Prorogata fino al 14 settembre prossimo la mostra “I segni di Elisa. Feste, musica, arte per una granduchessa del “Grand Empire”, a cura di Roberta Martinelli, inaugurata venerdì 18 luglio alle 17,30 al Castello di Piombino. Un programma elaborato in collaborazione con Regione Toscana, Fondazione Livorno, Autorità Portuale Piombino-Elba, Soprintendenza Archivistica per la Toscana, Fondazione Teatro La Pergola Firenze e che ha previsto da venerdì 18 e per tutto il mese di agosto un concerto e una serie di conferenze che hanno affiancato la mostra dedicata alla figura di Elisa Bonaparte.
Sul continente, di fronte all'isola d'Elba, il Principato di Piombino, dal 1805 al 1814, veniva trasformato in uno stato satellite dell'Impero napoleonico, dove la piccola capitale francesizzata subiva trasformazioni profonde per espletare il nuovo ruolo ammininistrativo. La principessa Elisa Bonaparte, con una personalità speculare a quella del fratello Napoleone, dotata di intelligenza acuta e di una cultura eclettica, impose le riforme che trasformarono Piombino e il suo territorio in soli nove anni di governo.
Affermò con altrettanto vigore il suo gusto esasperato per il bello, con il mecenatismo nei confronti di raffinati intellettuali, artisti, musicisti, attori di teatro, cultori di antichità, collezionista ella stessa, architetti, grandi sarti francesi, in generale verso tutti coloro fossero in grado di circondarla di bellezza.
A questo particolare momento storico è dedicata pertanto la mostra che è aperta tutti i giorni eccetto il martedì, dalle 10 alle 18.