“Il presidente di Federacciai fa il suo mestiere, difende le posizioni degli elettrosiderurgici italiani. Noi dobbiamo difendere gli interessi di un intero territorio massacrato dalla crisi ed assicurare la continuità produttiva della Lucchini e migliaia di posti di lavoro".
Così il sindaco di Piombino Massimo Giuliani replica all'intervento di Antonio Gozzi, sul Sole 24 Ore di oggi.
"Nel mirino - prosegue il sindaco - c'è ora il piano presentato dall'algerina Cevital, che prospetta la realizzazione di due forni elettrici per una capacità produttiva di 2 milioni di tonnellate all'anno, esattamente quella che aveva la Lucchini prima della crisi. Questo, insieme alla possibilità di importare preridotto realizzato in Algeria, sarebbe in grado di sconvolgere, secondo il presidente Gozzi, l'intero sistema elettrosiderurgico italiano".
"Incredibilmente si appella al governo perché difenda gli interessi di una parte dei produttori d'acciaio nazionali, non preoccupandosi affatto di sollevare le sorti della Lucchini di Piombino, anzi, il presidente Gozzi conferma che il miglior piano sarebbe stato quello presentato dal sua azienda, la Duferco, che puntava alla verticalizzazione della sovrapproduzioni delle acciaierie del Nord".
Si tratta, a parere di Giuliani di una vera ingerenza nella procedura in corso, "che deve vedere invece il commissario straordinario Piero Nardi, il comitato di vigilanza ed il ministero impegnati a valutare con la dovuta serenità la qualità dell'offerta economica e del piano industriale dei due contendenti attualmente in campo, la Jsw di Jindal e l'algerina Cevital".
"Un giudizio - ribadisce il sindaco di Piombino - che deve basarsi sulle scelte di innovazione tecnologia, contenute peraltro in entrambe le proposte, ma soprattutto sul futuro stabile che i rispettivi piani industriali potranno assicurare al polo siderurgico e all'intero territorio in termini produttivi ed occupazionali".
"Nessuna pregiudiziale - conclude il sindaco Giuliani - Siamo di fronte a due proposte che appaiono serie e che devono essere attentamente valutate per tutte le conseguenze che implicano per il territorio che siamo chiamati ad amministrare, da cui provengono istanze che vogliamo rappresentare anche in questa delicata fase, contribuendo al lavoro del commissario e a quello del governo".