Sulla vendita del campeggio Sant'Albinia, e sulle richieste avanzate da alcuni turisti e dallo stesso direttore del campeggio nei giorni scorsi, interviene l'amministrazione comunale per spiegare le ragioni della scelta.
“Gli interventi e le prooste sulla stampa, sicuramente molto stimolanti e più che legittimi, - afferma il vicesindaco e assessore al turismo Stefano Ferrini - sono imperniati sulla difesa delle attuali caratteristiche di tale campeggio e sull'importanza di gestione pubblica dello stesso, ricordandone la storia ed il ruolo avuto dalle associazioni senza fini di lucro che dagli anni '80 lo hanno gestito.
Siamo però nel 2016 – continua Ferrini - abbiamo da tempo imboccato la strada della ricerca della diversificazione economica ed in questa strada il turismo svolge e dovrà sempre di più svolgere un ruolo fondamentale. Il trend del turismo nell’ultimo decennio è stato positivo, con alcune stagioni particolarmente favorevoli, come il biennio 2006-2007 e gli anni 2011 e 2015, così che il saldo finale dal 2005 al 2015 fissa la crescita degli arrivi al +38,8% e quella delle presenze al +53,2%. Piombino, così come la Val di Cornia e in generale l’intera provincia di Livorno, rappresenta una destinazione particolarmente apprezzata dalla domanda turistica nazionale (75,9% delle presenze del comune) e l’incremento dell’ultimo decennio ha segnato il +54,3%, mentre la crescita dei flussi stranieri è stata del +49,8%. Dati che dovrebbero trovare riscontro anche nell'ultima stagione, in cui verrebbero confermati gli oltre 140.000 arrivi e le oltre 830.000 presenze (arrivi per giorni di permanenza) del 2015.
Per ottenere questi risultati però è necessario essere in grado di migliorare continuamente la nostra offerta, soprattutto in termini di servizi. Questo vale per ciò che il pubblico deve fare (trasporti, accoglienza, decoro, ecc.) che per il privato (comfort, nuove tecnologie informatiche, accoglienza, escursioni, sport, ecc.). Pensare che nel 2016 possano essere attuali i servizi di un campeggio concepito negli anni '70/'80 può essere molto romantico, ma ancor di più lontano da ciò che il mercato turistico oggi richiede.
Dobbiamo pensare a un turismo che abbia anche ricadute in termini occupazionali e di reddito. Si pensi che per ogni 100 € prodotti direttamente nell'attività turistica se ne generano altri 93 negli altri settori. Il turismo insomma è un'industria che moltiplica reddito esattamente come altri settori e per questo dobbiamo svilupparlo se vogliamo comporre un'economia del territorio non più dipendente solo dalla grande industria. Per questo Sant'Albinia deve essere venduta a privati che facciano turismo, che apportino a questa struttura tutti i necessari servizi in grado di attrarre nuovo turismo, che ne facciano aumentare sensibilmente le presenze. Tutto questo nel rispetto della natura e del paesaggio, che sono elementi da preservare e sono elementi di forza del nostro territorio.”
“Il campeggio Sant'albinia inoltre, è ormai una struttura fatiscente che necessita di investimenti corposi – aggiunge l'assessore al bilancio Ilvio Camberini – che l'amministrazione comunale non può permettersi. Necessario prevedere quindi l'intervento dei privati assicurando una gestione più efficace dal punto di vista turistico, nel rispetto del paesaggio e delle caratteristiche ambientali.”
Sulla questione ambientale l'assessore all'urbanistica Carla Maestrini sottolinea che "Il modello insediativo previsto dai nostri strumenti di pianificazione è orientato alla sostenibilità ambientale privilegiando l’utilizzo di materiali e forme “leggere” per una migliore integrazione con il paesaggio con misure volte a contenere i consumi idrici/energetici e la produzione di rifiuti. La progettazione, inoltre - continua Maestrini - dovrà curare l’inserimento del nuovo insediamento richiamando le componenti del paesaggio rurale e la struttura potrà comprendere servizi di tipo ludico-ricreativo, e commerciale-congressuale, di ristorazione, per la pratica sportiva ed il wellness.
L'amministrazione comunale – conclude Maestrini - valuterà le proposte che perverranno sulla base del grado di coerenza agli strumenti urbanistici e di pianificazione paesaggistica, sulla base della valorizzazione economica delle aree di proprietà comunale, dell'impatto occupazionale, della capacità del modello gestionale proposto, dei criteri orientati alla sostenibilità ambientale. ”