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 31-Ottobre-16

Variante Aferpi: approvata l'adozione in consiglio comunale

Variante Aferpi: approvata l\'adozione in consiglio comunale

E' passata in consiglio comunale la delibera di adozione della variante Aferpi, con i voti favorevoli della maggioranza (Pd, Sinistra per Piombino, Spirito Libero) e la contrarietà dei partiti di minoranza (Movimento 5 Stelle, Rifondazione Comunista, Forza italia Ferrari sindaco, Ascolta Piombino, Un'Altra Piombino).

Una seduta consiliare molto partecipata con numerosi rappresentanti di associazioni, comitati e cittadini venuti ad ascoltare direttamente il consiglio su un tema che ultimamente è stato al centro della discussione politica.

La variante è stata presentata congiuntamente dall'assessore all'urbanistica Carla Maestrini e dall'assessore all'ambiente Marco Chiarei.
Maestrini nel suo intervento ha evidenziato gli elementi positivi contenuti nella variante, già illustrati anche nel precedente incontro di martedì scorso al Perticale:
“La Variante ci dà la possibilità di ripensare lo skyline della città per una siderurgia più sostenibile ambientalmente, capace di dialogare con le altre attività produttive. Pensiamo alle possibilità che offre in termini di delocalizzazione degli impianti nella zona ad est, di conseguente liberazione dagli usi industriali delle aree contigue a Città futura che saranno riconvertite verso funzioni più leggere. Poi ci sono le aree legate alla logistica. Si tratta di una grande sfida culturale”.
Per quanto riguarda le garanzie ambientali, l'assessore Marco Chiarei ha evidenziato la necessità di riportare la discussione in una visione più ampia:
“Tutti gli scavi con terreno da riporto, se ci saranno, saranno trattati secondo le norme specifiche. Il decreto della Regione di non assoggettabilità contiene circa 32 prescrizioni che dovranno essere assolte da Aferpi. Tutta l’impiantistica che sarà realizzata sarà oggetto di autorizzazione ambientale integrata. Il bilancio ambientale va preso in considerazione nel suo insieme per fare una valutazione equilibrata. Importante inoltre la progressiva cessazione degli emungimenti idrici da parte della fabbrica, cosa che in passato aveva provocato seri problemi dal punto di vista idro-geologico”.

Gli interventi che si sono susseguiti, mezz'ora a testa per ogni consigliere, hanno confermato il quadro di contrarietà e di dubbi eesplicitati in precedenza unitamente alla richiesta di allungare la discussione di un paio di settimane, prima di procedere con l'approvazione dell'atto, per approfondire la discussione e allargare il dibattito.

“Oggi votiamo una delibera chiusa – ha detto Francesco Ferrari – Non si capiscono le motivazioni di tutta questa urgenza. C'è invece necessità di approfondire e di capire meglio.”
Richiesta richiamata anche negli interventi di Daniele Pasquinelli capogruppo del M5S, di Carla Bezzini di “Un'altra Piombino”, di Fabrizio Callaioli di “Rifondazione comunista”
Per Pasquinelli è necessario avere più tempo per approfondire dal punto di vista tecnico delle ipotesi alternative che prevedano un minor consumo di suolo al Quagliodromo, come quelle espresse da Leonardo Mezzacapo, ex dirigente dell'area tecnica della Lucchini, intervenuto nel dibattito di martedì scorso al Perticale. Secondo Carla Bezzini la cessione di ulteriore terreno al Quagliodromo significa un passo indietro di 40 anni sul piano paesaggistico. Dubbi poi sulla effettiva realizzabilità del piano industriale. “Stiamo firmando una cambiale in bianco – ha detto Bezzini- sotto tutti i punti di vista. Abbiamo avuto garanzie per l'allargamento degli ammortizzatori sociali, ma gli ammortizzatori non sono occupazione. Aferpi in realtà sembra interessata al porto e al profitto.”

Fabrizio Callaioli ha parlato di variante ad personam, “Si va ad accontentare un iomprenditore con tutto quello che ha chiesto. Vero che si allontana la fabbrica dalla città, ma queste erano cose già acquisite in passato, si pensi al progetto utopia, città futura ecc.”
Riccardo Gelichi di “Un'altra Piombino” ha contestato la mancanza di una visione strategica di sviluppo per il territorio che non sia quella affidata a un unico imprenditore . “ci si aspettava che la siderurgia non fosse più l'unico motore di sviluppo – ha detto Gelichi – invece se non parte Aferpi non parte niente. Questa città è in ginocchio, il tessuto commerciale è in sofferenza e tutto sembra dipendere da questa partita. In realtà è dal 2009 che si chiede una stagione di varianti, indispensabili per garantire una ripresa dell'economia.”
Dai banchi della maggioranza, con l'intervento di Bruna Geri del PD, si rimanda a un atto necessario di responsabilità di governo.
“Come partito di governo on sottovalutiamo questo atto – ha detto Bruna Geri - Ce la sentiamo tutta questa responsabilità, per questo abbiamo provato a stare sui fatti, mostrando slides, planimetrie, progetti. Stiamo parlando di un piano industriale che può rimettere in moto l'economica di un territorio. I dubbi sulla sua realizzabilità sono di tutti. Per questo sull'agroindustriale ci sarà una progettazione ad hoc. Quando però nel 2013 ci siamo trovati insieme a gridare “Piombino non deve chiudere”, non immaginavamo una proposta come questa nel breve periodo. Quando a fine 2014 Cevital ha mostrato il suo interesse, nessuno avrebbe immaginato una proposta così innovativa e variegata.

Ora nascono “Comitati per” che criticano alcune scelte come la cessione di un territorio. Quel territorio al Quagliodromo fino al piano regolatore del 1994 era compreso nel perimetro della fabbrica. Nel 2009 questa amministrazione ha messo a disposizione aree di territorio urbano con il progetto minimill. Noi abbiamo difeso l'acciaio e vogliamo continuare a difenderlo. Per questo riteniamo che il progetto Aferpi possa dare risposte nel suo insieme. Vogliamo assumerci noi piombinesi la responsabilità di temporeggiare? Ci si chiede di dare il via a un iter progettuale e diciamo di no? C'è un accordo di programma sottoscritto da due ministeri. Il partito Democratico e questa amministrazione non sono i difensori di ufficio di Azzi e di Rebrab, anzi li hanno invitati più volte. Noi sentiamo però la responsabilità di chi governa e vorremmo dare risposte più celeri possibili. Per questo proviamo a concretizzare i progetti.

Se l'obiettivo di tutti, pur con punti di vista diversi, è di fare l'interesse della città, usiamo l'energia per far ripartire questa città. Usiamo le forze del consiglio comunale per presentarci unitariamente. Non diamo alibi ai nostri interlocutori. Questa variante prova a dare risposte al territorio, liberando aree inquinate da tempo. “

Anche sul tracciato della 398 Geri ha evidenziato come la realizzazione della strada sia una priorità per i piombinesi, e non per Aferpi. Infine sulla richiesta di sospondere l'approvazione dell'atto.

“Ci è stato chiesto di fermarci - ha detto Geri - Questa è la grande differenza politica. Noi all'incontro al Mise ci vogliamo andare a testa alta e con le carte in regola per dimostrare che questa città ha fatto il suo. Non saremmo credibili nei confronti del governo, della regione e dei lavoratori. Ognuno deve fare la sua parte. “




Piombino, lì 28 ottobre 2016

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