In tutto sono 24, presentate in gran parte da cittadini dei comitati
Conclusa il 16 gennaio scorso la fase relativa alla presentazione delle osservazioni alla Variante Aferpi da parte di cittadini, aziende, enti e altri soggetti, dopo la sua adozione nel consiglio comunale del 31 ottobre 2016. La Variante è l'atto che prevede le modifiche urbanistiche necessarie all'attuazione del progetto di riconversione industriale e di sviluppo economico elaborato e sviluppato dal gruppo industriale Cevital/AFERPI, che ha rilevato il complesso siderurgico dalla Lucchini S.p.A. in amministrazione Straordinaria.
Le osservazioni sono in tutto 24, di cui 17 di cittadini che fanno riferimento soprattutto al “Comitato per”. Le altre sette sono state presentate da WWF, Leonardo Mezzacapo, Liste civiche della Val di Cornia, Giuseppe Trinchini, Autorità Portuale, Tenaris Dalmine e Agroittica.
“Le ultime tre sono richieste di piccoli aggiustamenti della normativa sulla Variante – afferma l'assessore all'urbanistica Carla Maestrini – e non rappresentano modifiche sostanziali alla Variante. In alcuni casi, invece, come già emerso durante la fase di discussione della Variante con i cittadini e con i diversi portatori di interesse, vengono proposte nuove ipotesi progettuali, in particolare per il tracciato della 398 e per l'area del Quagliodromo, che dovranno essere attentamente vagliate dall'amministrazione comunale per l'elaborazione delle proprie controdeduzioni. Per questa fase ulteriore, che precede l'approvazione dell'atto in consiglio comunale, ci prenderemo il tempo necessario per dare il giusto valore alle proposte che ci sono state inviate.”
Nel giro di alcuni mesi quindi, il tempo necessario all'elaborazione delle controdeduzioni, la variante verrà discussa nuovamente dal consiglio comunale, per la sua approvazione definitiva.
Per l'amministrazione comunale la variante rappresenta una opportunità di cambiamento per la città e per il territorio, per ripensare lo skyline della città a favore di una siderurgia più sostenibile ambientalmente e capace di dialogare con le altre attività produttive, attraverso la delocalizzazione degli impianti nella zona ad est, la conseguente liberazione dagli usi industriali delle aree contigue a Città futura da riconvertire verso funzioni più leggere, lo sviluppo di attività diversificate come le logistica e l'agro industria.