Si è svolta questa mattina (giovedì 2 febbraio) la manifestazione indetta dalle segreterie nazionali di Fim, Fiom, Uilm e Ugl, Ugl, in contemporanea con lo sciopero di 24 ore dei lavoratori di Aferpi, per protestare per la mancata realizzazione del piano industriale di Cevital. Circa un migliaio di persone, con delegazioni di altre fabbriche del territorio, ha sfilato lungo le strade della città da largo Caduti del lavoro fino al Comune dove si è tenuto il comizio finale. Nel corteo, organizzato dalle segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm, anche il sindaco di Piombino Massimo Giuliani e gli altri sindaci della Val di Cornia.
«Lo stabilimento si sta spegnendo – sostengono i sindacati – Manifestiamo in difesa del “Progetto Piombino” che va salvaguardato a prescindere così come configurato nell’Accordo di programma del 2014, verso il quale i firmatari sono tenuti a rispettare tutti gli impegni presi. Sarà solo l’inizio della mobilitazione che continuerà finché Piombino non avrà certezza del proprio futuro».
Nonostante i toni accesi di un gruppo di contestatori, il sindaco Giuliani, nel suo intervento, ha parlato della città, del lavoro svolto e di quello ancora da fare sulla diversificazione e reindustrializzazione, un impegno quotidiano dell'amministrazione comunale e che non può prescindere dalla siderurgia. Giuliani ha ricordato la necessità di ricevere un messaggio chiaro da Rebrab con la presentazione di un piano industriale chiaro e definitivo. Ha poi sostenuto la necessità di mantenere l'impegno e la sinergia tra istituzioni e sindacati.
«In questo processo il Comune vuole continuare ad essere, insieme a tutte le forze positive del nostro territorio, alla guida di un movimento che possa rivendicare giustamente la condizione di agente e proagente del futuro del territorio – ha detto Giuliani - Non saremo dalla parte di nessuno che possa pensare di giocare con una parte rilevante della nostra storia e del nostro futuro. E nemmeno accettiamo lo sciacallaggio che ancora qualcuno cerca di portare avanti nella speranza che fallisca l'idea del progetto Piombino.
Gli uni e gli altri sappiano che la nostra gente vuole farcela. Vuole lottare per il proprio lavoro e per il proprio futuro e dei propri figli. E che non si arrende. Noi non ci arrendiamo. Perché abbiamo idee, proposte e capacità per un percorso che vuole costruire mattone dopo mattone, passo dopo passo, con instancabile volontà e impegno, il futuro. Con l'obiettivo comune di portare avanti il progetto Piombino con spirito unitario in modo da far ripartire e veder rinascere la nostra città».