Giuliani interviene in merito alla decisione della conferenza capigruppo di non convocare il consiglio comunale aperto sulla questione Aferpi, richiesto dal consigliere di Rifondazione comunista Fabrizio Callaioli.
“La decisione è stata presa dalla conferenza dei capigruppo sulla base di una concomitanza di fattori diversi – afferma Giuliani - Innanzitutto l'inopportunità e soprattutto la poca utilità di un consiglio il giorno precedente la riunione al Mise del 19, senza elementi nuovi che potessero creare la base per una discussione proficua e concreta. In questi mesi sono state molte le occasioni di confronto e di ascolto da parte dell'amministrazione comunale delle ragioni espresse dai movimenti, dalle associazioni, dai lavoratori e le posizioni sono ormai chiare e ben definite. Molto più utile sarà organizzare un consiglio comunale con la partecipazione delle organizzazioni sindacali, delle associazioni, degli studenti e delle categorie, non appena ci saranno delle novità, probabilmente dopo la riunione del 19.
Un altro aspetto che ha fatto propendere per questa scelta è stata la modalità di organizzazione del consiglio. Non sarebbe stato possibile, in così poco tempo, organizzare un consiglio comunale aperto con la partecipazione di tutti i cittadini, come non è mai stato organizzato. Il consigliere che ha proposto la seduta straordinaria del 18 non ha accettato tra l'altro alcuna mediazione per verificare la fattibilità di proposte alternative.
Inoltre non sono emersi i presupposti per raggiungere una linea unitaria di azione all'interno del movimento che potesse tradursi in un documento condiviso. Presentarsi in un consiglio comunale senza una visione unitaria avrebbe rischiato di spaccare ulteriormente il movimento dei lavoratori. Tutte queste motivazioni hanno indotto i capigruppo a non accettare la richiesta avanzata da Rifondazione Comunista, con l'obiettivo però di convocare il consiglio dopo il 19 quando saranno disponibili altri elementi da valutare e da approfondire nella maniera più opportuna.