In apertura della sessione pomeridiana del consiglio comunale il sindaco Giuliani ha relazionato al consiglio sulle novità contenute nell'addendum al contratto firmato due anni fa (il 30 giugno 2015) fra Piero Nardi per la procedura di amministrazione straordinaria della Lucchini e il gruppo Cevital.
PRC e Un'Altra Piombino la mattina avevano presentato una mozione d'ordine con la quale chiedevano al sindaco di attivarsi per rendere pubblico il testo dell'addendum firmato da Aferpi. Il sindaco, per un fraintendimento, non aveva risposto subito ma è intervenuto comunque nel pomeriggio.
“Chi mi conosce sa che non mi sono mai sottratto alla discussione – ha detto il sindaco – il rifiuto di stamani è legato a una incomprensione.”
Sull'addendum inoltre, ha esposto per sommi capi i suoi contenuti.
“L'addendum rappresenta un'aggiunta importante al contratto - ha spiegato il sindaco - che contiene fondamentalmente tre novità essenziali: la prima è quella relativa allo spostamento al 30 giugno 2019 del periodo di sorveglianza del ministero su Aferpi. Il secondo riguarda i tempi certi che sono stati posti per la ripresa produttiva, con un termine ben preciso che è quello del 31 ottobre 2017, oltre il quale non sarà possibile concedere deroghe. In sintesi la violazione di quanto inserito nell'Addendum in merito alla ripresa produttiva, alla ricerca della partnership ed alla presentazione del piano industriale, costituirebbe grave inadempimento di Aferpi e quindi causa di risoluzione. Infine il terzo punto è che quello che riguarda la tutela dei trattamenti dei lavoratori.
In merito a quest'ultimo punto il sindaco ha confermato l'attivazione di una Cassa integrazione per 18 mesi fino al 31 dicembre 2018 dopodichè si potranno accendere altri ammortizzatori. Una novità di questa proposta, fermo restando i trattamento salariale, la possibilità fino al 31 dicembre 2019 di poter utilizzare tutti gli ammortizzatori per garantire il trattamento salariale.”
Il sindaco ha poi confermato di essersi attivato per richiedere l'addendum al Ministero, anche se, come ha specificato, trattandosi di un'aggiunta a un contratto, finché non è depositato rappresenta un contratto tra parti che non può essere reso pubblico.
“Spero che la nostra richiesta possa essere comunque esaudita” ha concluso.