Un servizio di raccolta e recupero di olio vegetale esausto di origine domestica. L'amministrazione comunale, su proposta dall'assessorato all'ambiente, ha aderito al progetto di raccolta differenziata di olio esausto presentato da Sei Toscana, avvalendosi dell'azienda Calussi srl di Grosseto.
Un progetto importante se si pensa che lo scorretto smaltimento dell'olio da cucina e di conservazione degli alimenti è responsabile di ingenti danni ambientali.In particolare è altamente inquinante per gli ecosistemi naturali: quattro kg di olio vegetale versati in mare inquinano una superficie d'acqua estesa come un campo da calcio.
Lo smaltimento dell'olio esausto attraverso la rete fognaria ha effetti negativi anche economici per il comune e, indirettamente, per i cittadini: ogni chilogrammo di olio che arriva al depuratore comporta un costo di manutenzione. A livello domestico invece, questo rifiuto se versato nei lavandini, ne intasa le tubature provocando disagi e obbligando all'uso di acidi corrosivi e molto inquinanti.
“La raccolta di oli esausti di uso domestico è un altro importante passo verso la raccolta differenziata di maggiore qualità – afferma l’assessore Marco Chiarei – E’ molto utile per l’ambiente intercettare questa particolare tipologia di rifiuto che molto spesso nelle nostre case va a finire negli scarichi. Invece gli oli domestici rappresentano ancora una risorsa, con la possibilità che possa essere rigenerata per molteplici usi. Abbiamo aderito a questa iniziativa di Sei Toscana e in questi giorni partiranno le lettere con l’indicazione dei principali centri commerciali, supermercati del nostro territorio che ospiteranno i centri di raccolta con un meccanismo molto facile e semplice per i cittadini e al tempo stesso offrendo un’opportunità ai supermercati di qualificare la propria presenza sul territorio.
Un modo anche simbolico per rappresentare l’economia circolare. Nel momento in cui si acquistano nuovi prodotti, riportiamo quelli che hanno esaurito temporaneamente il proprio ciclo di vita per essere temporaneamente rigenerati. Un modo insomma per responsabilizzare ognuno di noi ad un uso consapevole e parsimonioso delle risorse.”
Se riciclato e rigenerato l’olio esausto può essere trasformato in prodotti utilissimi come saponi, distaccanti per edilizia, oli lubrificanti, inchiostri, nuova energia e biodiesel. Non va trascurato che il biodiesel, tra i biocarburanti, presenta emissioni di CO2 molto basse: gli oli vegetali esausti, previa lavorazione, diventano quindi una valida alternativa al diesel prodotto dal petrolio, fonte esauribile e comunque sempre inquinante.
Fra non molto quindi, i cittadini potranno depositare nei centri di raccolta individuati l'olio vegetale precedentemente raccolto in bottiglie a perdere ben chiuse. La raccolta avverrà con cadenza quindicinale o a secondo delle necessità e a ogni passaggio verrà prelevato il contenitori e ne sarà fornito uno nuovo e sanificato.
Il servizio non comporta costi aggiuntivi per il Comune.