Il 6 e 7 ottobre al Parco archeologico di Baratti e Populonia si terrà il convegno “Le monete degli Etruschi” organizzato dall’Associazione Archeologica Piombinese con la collaborazione del Comune di Piombino e della Parchi Val di Cornia SpA e il patrocinio dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici.
Un evento importante realizzato per fare il punto sullo stato degli studi in materia e che si svolge a quarantadue anni di distanza dal Convegno organizzato a Napoli dal Centro Internazionale di Studi Numismatici sul tema “Contributi introduttivi allo studio della monetazione etrusca” e che si avvale della partecipazione di studiosi di etruscologia e di numismatica con lo scopo di far progredire la ricerca storica. A presiedere le sessioni di studio sarà l’archeologo Mario Torelli.
Il programma si aprirà nella giornata di venerdì 6 ottobre con i saluti dell’Assessore alla Cultura del comune di Piombino, Paola Pellegrini, del Presidente della società Parchi Val di Cornia, Francesco Ghizzani Marcìa, del Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle province di Pisa e Livorno, Andrea Muzzi e del presidente dell’Associazione Archeologica Piombinese, Galiberti, ai quali seguirà un ricordo del prof. Giovannangelo Camporeale a cura di A. Maggiani.
Tra i relatori F. Catalli, già Direttore del Medagliere di Roma e del Museo Archeologico di Firenze, A. Maggiani, Università di Venezia, I. Vecchi, studioso, A. Camilli, Direttore archeologo, R. De Marinis, Università degli studi di Milano, S. Casini, Direttrice del Museo archeologico di Bergamo, S. Bani, studioso, L. Giannoni, curatore del Museo didattico-numismatico di Marciana, Vincenzo Palleschi e Claudio Arias, CNR di Pisa, S. Rafanelli, Direttrice del Museo archeologico di Vetulonia, E. Sorge, Direttore archeologo.
Nel contesto del convegno, sarà inaugurata, alle 18 di venerdì 6 sempre al parco archeologico di Baratti, la mostra dal titolo “SEPOLTO TRA LE SCORIE: UN CORREDO "ROMANO" DA UNA NECROPOLI "ETRUSCA" che illustra le ultime scoperte archeologiche dagli scavi della necropoli del Casone nel parco di Baratti e Populonia, attraverso una interessante sepoltura rinvenuta intatta nel corso delle recenti indagini.
“Questa presentazione – afferma Andrea Camilli della Soprintendenza archeologica di Firenze– corona e anticipa i risultati di un progetto in corso da diversi anni. La Soprintendenza infatti sta procedendo ad una revisione generale dei dati archeologici provenienti da 100 anni di scavi e recuperi nella necropoli. Dalla prima campagna sistematica di scavo, diretta da Angelo Pasqui nel 1916, che ha subito mostrato la grande complessità delle fasi della necropoli, numerosi interventi di varia natura e accuratezza si sono succeduti, fino a questo piccolo e fruttuoso saggio, che ha fornito la conferma stratigrafica delle relazioni fra necropoli, scoria, e fase romana. In attesa dell'edizione scientifica definitiva del progetto, oltre a ringraziare quanti hanno a vario titolo contribuito al lavoro, è d'obbligo ringraziare il Trust SOSTRATOS che con il suo supporto finanziario, logistico e di stimolo ha consentito la realizzazione di questo lavoro.
“La necropoli di San Cerbone e del Casone, la cui storia si lega in modo indissolubile alla produzione del ferro - afferma Marta Coccoluto responsabile del parco archeologico di Baratti e Populonia - costituisce oggi la realtà monumentale più significativa del parco. Ogni anno migliaia di visitatori godono della bellezza di questa necropoli affacciata sul golfo di Baratti, cercando di immaginarla a inizio '900, quando i monumenti funebri erano ancora sepolti da una coltre di scorie nere, scarto della lavorazione. Un luogo senza eguali, che non smette di restituirci reperti straordinari e preziose informazioni sull'economia e sulla società antica. Merito di una ricerca di archivio e di indagini sul campo che non conoscono soluzioni di continuità e che trovano nella contestuale fruizione all'interno dei percorsi del parco e nella successiva valorizzazione il suo perfetto completamento. A chiudere il cerchio virtuoso tra l'archeologia e il suo pubblico, la ricostruzione della piccola ma significativa porzione dello scavo qui presentata.”
La mattina di sabato 7 è prevista la visita al Parco archeologico.