Nel quarto anniversario dalla scomparsa di Ivan Tognarini, il Comune di Piombino presenta la pubblicazione degli atti del convegno nazionale che si è svolto il 4 e 5 marzo 2016 in suo onore, su uno dei temi a lui più cari e oggi al centro di un grande dibattito, la siderurgia tra storia economica e archeologia industriale.
L'iniziativa, che segue la presentazione del giorno prevedente del libro di Pino Bertelli “Gente della città del ferro”, si svolge sabato 17 marzo alle 16,30 nella sala conferenze del museo archeologico di Cittadella, alla presenza del sindaco Massimo Giuliani e dell'assessore alla cultura Paola Pellegrini. Previsti gli interventi di Giovanni Luigi Fontana, presidente dell'Associazione italiana per il patrimonio archeologico industriale (AIPAI) e docente di storia economica all'università di Padova e di Luigi Tomassini, docente di storia contemporanea all'Università di Bologna e membro del comitato scientifico della rivista “Ricerche Storiche”, la rivista fondata da Ivano negli anni '70 a Piombino.
Tra le battaglie più importanti di Tognarini emerge infatti il tentativo di salvataggio degli altiforni di Piombino (AFO3 e AFO1), importanti testimonianze del passato siderurgico della città; entrambi sono stati demoliti, ma grazie ai suoi studi ne è stata preservata la memoria, un pezzo di storia operaia a cui sono legate tappe importanti della storia di Piombino.
Gli atti del convegno, pubblicati da Pacini editore, si concentrano pertanto su due temi costanti nel lavoro di Ivan Tognarini: l’attenzione alla siderurgia dall’ancien régime e l'amore per la ricerca storica, dall'altro il suo impegno civile per la tutela del patrimonio storico culturale siderurgico e la sua valorizzazione. L’arco cronologico preso in considerazione è quello della lunga durata (dal Medioevo al piano Sinigaglia), il patrimonio su cui si concentra l’attenzione è quello monumentale, paesaggistico e archivistico, prendendo in considerazione diverse realtà nazionali, come quelle di Terni, Genova, Bagnoli. Particolare attenzione è data poi alle forme museali ed ai tentativi di riuso di siti e d’impianti dismessi, con approfondimenti sugli archivi d'impresa in Toscana, il Magma di Follonica, l'archivio delle acciaierie di Piombino, storie e documenti della Fondazione Dalmine, fonti documentarie di carattere sindacale a Piombino e altro ancora. Centrale inoltre nel volume il tema del rapporto tra gli impianti ancora attivi, le loro trasformazioni e il patrimonio culturale di cui sono detentori con contributi specifici sul progetto memoria della siderurgia piombinese, sul lavoro di documentazione dell'Afo1 promosso da Ivan Tognarini, sull'uso delle nuove tecnologie per la conservazione dei beni culturali.
Una testimonianza importante per la conoscenza dei rapporti tra il passato e il presente, tra il patrimonio di esperienze acquisite e le prospettive future.