La denuncia è stata depositata al comando dei Carabinieri dalla Polizia municipale, venerdì scorso 27 aprile.
Il fatto era avvenuto alcune settimane fa, sabato7 aprile e a farne le spese era stata la statua dell'artista Nado Canuti posizionata all'interno del cimitero sopra il monumento ai caduti in guerra, un monumento ossario realizzato dall'amministrazione comunale nella metà degli anni '60.
A trovare i resti della statua, una figura in bronzo di un caduto morente, erano stati due vigili urbani che avevano rinvenuto la statua fuori dal muro del cimitero tagliata in pezzi e nascosta dietro alcuni oleandri. Con molta probabilità la statua era stata trafugata e nascosta dietro le piante per poterla recuperare con calma in un secondo momento.
Attualmente i resti della statua sono conservati nel magazzino del cimitero stesso.
Il sindaco, subito dopo il fatto, aveva evidenziato il danno soprattutto di natura morale, anche nei confronti di un artista di alto valore e di fama internazionale come Canuti.
Canuti, nato nel 1929 a Bettole di Siena, è stato un partigiano e dopo la guerra, nel 1950 ha deciso di dedicarsi alla pittura, alla scultura, alla grafica e all’oreficeria. Da quel momento ha esposto alla IX e X Quadriennale di Roma, ha tenuto numerose personali e collettive in Italia, Europa e America e dal 1966 si è dedicato principalmente alla scultura, alla grafica e all’arte orafa. Negli anni ’60 il suo linguaggio plastico si definisce di ascendenza espressionista e la sua scultura avanza verso la sintesi astratta, cercando il rigore della linea, l’essenzialità compatta, liscia e geometrica delle forme. Le tecniche usate sono il cemento fuso, scalpellinato e liscio, ma trovano spazio anche il marmo, l’alpacca, l’argento e soprattutto il bronzo. I soggetti preferiti possono essere definiti come forme assemblate per incastri, scomponibili e mutabili in un «metamorfismo» che diverrà il tratto caratteristico della sua scultura.
A Piombino ha donato diverse opere, esposte in alcune piazze della città.