Massimo impegno da parte dell’amministrazione comunale sulla questione relativa al sequestro di tende glamping, strutture in alcuni agricampeggi della zona.
Una storia che va avanti da mesi e che ha coinvolto diverse realtà agrituristiche locali e non solo, a causa delle interpretazioni non univoche che possono scaturire dalla legge regionale 30/2003 sulle attività agrituristiche. Nonostante le autorizzazioni rilasciate dal Comune, le opere realizzate vengono considerate abusive dagli organi di controllo, essendo considerate come strutture permanenti e non precarie. Questo per una diversa interpretazione della legge regionale.
A Piombino, a maggio 2018, i sigilli sono stati messi alle 17 strutture realizzate nella tenuta Poggio Rosso a Populonia stazione, nonostante l’autorizzazione rilasciata dal Comune e le verifiche della Regione fino agli ultimi sigilli alle 8 tende di Vento Etrusco. Altri sequestri sono stati effettuati a San Vincenzo e a Castagneto. Una stagione a rischio dunque per un settore di qualità per l’offerta turistica della zona.
Nei mesi scorsi il sindaco di Piombino ha partecipato a diverse riunioni in regione, organizzate anche da Anci, per sollecitare una modifica della legge che possa chiarire i termini senza dar luogo a questo tipo di problematiche.
Alla base del lavoro che l’amministrazione comunale, di concerto con gli altri Comuni e con la regione sta portando avanti, c’è la ferma convinzione che questo settore rappresenti una risorsa importante in termini di qualità del turismo. Il settore dell’agriturismo e del turismo ambientale è infatti tra i più rilevanti in Italia.
Si parla inoltre di imprenditori seri che hanno investito nelle loro aziende creando un valore aggiunto per il territorio.
Per questo diventa urgente e fondamentale arrivare a una veloce revisione della legge, in modo da tutelare un settore dell’economia di grande rilievo.