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 29-Febbraio-20

Bilancio, la Giunta approva lo schema da sottoporre al Consiglio

"Correggere gli errori del passato e mettere, oggi, le basi per una gestione economica virtuosa e dinamica nel prossimo futuro". 
Con queste parole del sindaco Francesco Ferrari, la giunta comunale ha approvato lo schema di bilancio di previsione per gli anni 2020/2022 che sarà portato in approvazione al prossimo Consiglio comunale. 

“La condizione economica e finanziaria che ci si è presentata – continua il sindaco – era critica e abbiamo dovuto cercare da subito soluzioni per ristabilire l’equilibrio del bilancio comunale: un solido quadro economico e finanziario dell’ente, oltre che doveroso, è indispensabile per rilanciare il territorio e garantire i servizi. Ci siamo trovati a dover gestire una situazione complessa e di grave deficit e, con questo bilancio, abbiamo dovuto fare ricorso a delle manovre per ristabilire l’equilibrio. Al fianco di questo c’è un’operazione di ottimizzazione dei servizi, in particolare quelli legati al turismo che adesso possono essere veramente funzionali per i visitatori e per le attività turistico ricettive e commerciali. Il bilancio è la guida che orienta l’azione dell’amministrazione ed è indispensabile che sia funzionale al progetto che abbiamo per Piombino”. 

Paolo Ferracci, assessore al Bilancio, spiega il percorso seguito.
"Quando ci siamo insediati - afferma Ferracci - abbiamo trovato uno squilibrio strutturale, tra entrate e uscite correnti, di circa 1 milione e 600 mila euro che negli ultimi anni è stato colmato con manovre straordinarie. Già a luglio, a pochi giorni dal nostro insediamento, abbiamo dovuto apportare variazioni correttive per ripristinare gli equilibri del bilancio 2019 per oltre 1 milione e 150 mila euro, situazione che si è ripetuta nel mese di novembre con un intervento di oltre 400 mila euro. Entrambe le variazioni sono state determinate da minori entrate rispetto a quelle preventivate dalla precedente amministrazione. Se ciò non bastasse, il Governo ha progressivamente tagliato le risorse assegnate ai Comuni; aggiungasi la necessità, per legge, di accantonare ulteriori 400mila euro al "fondo crediti di dubbia esigibilità. Altra criticità è, invece, legata ai circa 12 milioni di crediti non recuperati negli scorsi anni, con effetti sulla loro svalutazione. L'equilibrio strutturale deve rappresentare il cambio di prospettiva per garantire mutualità e sviluppo: una logica del debito e dell'agire in emergenza con interventi straordinari non è più sostenibile a nessun livello, né nazionale né locale. Per fare ciò, da un lato, è possibile intervenire sulla spesa corrente che risulta, però, necessaria ad assicurare l'attuale livello minimo di servizi alla collettività, quasi incomprimibile e, piuttosto, da potenziare una volta ristabilito l'equilibrio strutturale; dall'altro, trovando soluzioni per aumentare le entrate".

La manovra più significativa riguarda i tributi.
Sulla Imu, la legge di bilancio per il 2020 ha fissato l’aliquota base all’8,6 per mille, con possibilità di aumento fino ad un massimo di due punti.
Per i fabbricati del gruppo D (principalmente interessati sono gli opifici, gli istituti di credito, i fabbricati destinati ad attività industriali, ricettive e alla grande distribuzione) solo l'uno per mille è diretto ai Comuni; la differenza va allo Stato. Per tali categorie di beni con rendita catastale superiore a 10 mila euro è stato previsto l'aumento del 2 per mille, mentre per i fabbricati dello stesso gruppo, ma con rendita inferiore o pari a 10 mila euro, sarà mantenuta l'aliquota base di legge. 

La soglia per l’esenzione dall’addizionale Irpef, invece, precedentemente fissata a 20mila euro l’anno di reddito, adesso passa ora a 10mila procapite. 
"Per chi era esente dal pagamento dell'addizionale Irpef - spiega Ferracci - l'imposta ora dovuta potrà oscillare tra gli 80 e i 160 euro circa all’anno. Per un singolo possono essere una somma non proibitiva ma per un'amministrazione, sommati, possono fare la differenza".

Per quanto riguarda la Tari, in aggiunta ai consolidati benefici concessi alle utenze domestiche che rispondono a determinati requisiti, l’amministrazione ha voluto prevedere nel bilancio lo stanziamento di 80mila euro per la riduzione tariffaria come supporto alle attività commerciali in sofferenza a causa della crisi economica. 
“È una prima misura – continua il sindaco Ferrari – a sostegno delle attività commerciali, categoria in particolare difficoltà a causa delle condizioni economiche del territorio. Nei prossimi mesi decideremo i criteri di distribuzione di queste risorse anche in relazione ai calcoli della Tari”. 

Per quanto riguarda i parcheggi costieri e delle aree archeologiche, l’amministrazione ha previsto un’ottimizzazione complessiva per incentivare la frequentazione delle spiagge e sostenere i proprietari di immobili non residenti. 
“Manterremo la Parking pass per tutti i residenti della Val di Cornia – spiega il sindaco Ferrari – mentre l’agevolazione prima dedicata solo agli ospiti delle attività ricettive di Piombino sarà estesa anche a chi soggiorna nelle strutture dei comuni limitrofi, ai proprietari di seconde case e a chi prende in affitto una casa per le vacanze. In questo modo vogliamo incentivare i turisti a frequentare le nostre spiagge e le attività commerciali che vi insistono invece di soggiornare a Piombino e poi andare nelle spiagge degli altri comuni, come spesso capitava a causa degli elevati costi per la sosta delle auto”. Il costo della sosta in città, invece, salirà di venti centesimi l’ora, mantenendo la differenza tra la prima e le ore successive. 

“Per l’imposta di soggiorno – continua il sindaco – ferme restando le riduzioni ed esenzioni, verrà chiesto un contributo di 50 centesimi in più al giorno ai turisti che frequentano il territorio: un piccolo contributo che rappresenta una risorsa importante per i Comuni da reinvestire sul turismo per migliorare l’attrattiva della città”.

Inoltre, secondo un recente provvedimento della Corte dei Conti, con il quale sono stati fatti alcuni rilievi sul rendiconto del Comune, per gli anni 2015 e 2016, ove confermati, potrebbe rendersi necessaria una manovra correttiva, di circa 500 mila euro, determinando la necessità di
prevedere nuove entrate.

 
 
 

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