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 08-Aprile-10

RU486: FONDAMENTALE ASCOLTARE LA VOCE DELLE DONNE. L'assessore Anna Tempestini interviene in merito al dibattito sul suo utilizzo.

RU486, fondamentale ascoltare la voce delle donne

L’assessore Anna Tempestini interviene in merito al dibattito sulla pillola RU486

La recente presa di posizione dei  neoeletti  governatori del  Piemonte e del Veneto, in quota Lega Nord, nei confronti della RU486 è l’ennesima, preoccupante campagna contro la possibilità per le donne di abortire in piena sicurezza, fisica e psicologica ,e quindi un attacco neppure  troppo velato contro la legge 194 del 1978. A distanza di oltre 30 anni si può tranquillamente dire che la legge 194 ha ridotto drasticamente il ricorso all’aborto soprattutto attraverso l’organizzazione territoriale dei servizi consultoriali, diffusi purtroppo in maniera non omogenea sul territorio italiano; ma là dove esistono e funzionano come in Toscana, rappresentano un punto di riferimento importante per le donne .

Oggi le statistiche ci dicono che l’aborto è praticato in larga parte dalle donne straniere, indice di come in tema di immigrazione e di sostegno alle famiglia e alle donne immigrate non servano i proclami o le strumentalizzazione ma interventi a sostegno della maternità consapevole, del lavoro, dei servizi a partire dalla mediazione culturale e linguistica che funziona ad esempio nei nostri consultori in Val di Cornia, sostenuta dalla Società della Salute.

La RU 486 è già usata da anni in gran parte dei paesi europei e negli Stati Uniti, oggi è disponibile anche in Italia e rappresenta senza dubbio una tecnica alternativa e meno invasiva rispetto all’intervento chirurgico. E’ la stessa legge 194 che stabilisce il diritto di informazione della donna in materia di procedimenti abortivi (art. 14) e rispetto all’evoluzione della tecnologia sanitaria(art. 15).

Il ricorso all’aborto per una donna rappresenta sempre una sconfitta ed una ferita che porterà dietro per tutta la vita, un decisione mai presa alla leggera come invece qualcuno sostiene, ma è semplicemente ipocrita ed irresponsabile usare strumentalmente posizioni di potere su temi di così grande delicatezza. Lo è stato sul tema del “Testamento Biologico” così come nella procreazione assistita, per la quale ci troviamo con una pessima legge che penalizza le donne e soprattutto quelle meno abbienti.

E proprio la voce delle donne rimane troppo spesso inascoltata rispetto a questioni che riguardano la loro vita e il loro corpo. Per questo credo che soprattutto le donne, a qualsiasi schieramento politico appartengano e al di là delle convinzioni personali, debbano impegnarsi in difesa della loro libertà di scelta e della loro salute, combattendo quanti  utilizzano in maniera strumentale ed ideologica questioni di così grande rilievo.

Oggi il problema non credo sia l’aborto ma il sostegno alla maternità, la sua valorizzazione sociale, l’impegno a sostenere la natalità in un paese sempre più caratterizzato dall’invecchiamento della popolazione. Per questo però occorrono risorse, che vengono invece tagliate, e cultura dello stato che in alcuni mi pare piuttosto scarsa.

Piombino, lì 08.04.2010