Pensioni, continua l’atteggiamento discriminatorio del Governo nei confronti delle lavoratrici del settore pubblico
Innalzamento dell’età pensionabile per le donne nel settore pubblico. L’assessore Anna Tempestini prende le distanze dall’annuncio del Governo.
«La proposta di innalzare l’età pensionabile delle donne della Pubblica Amministrazione, in nome poi di un riconoscimento di pari opportunità, francamente mi sconcerta.
Prosegue un atteggiamento punitivo del Ministro nei confronti del Lavoro Pubblico, in questa fase nei confronti delle donne (perché solo nel pubblico)?
Da una parte la scelta di non rinnovare i contratti dei precari, peggiorando così la situazione occupazionale già così grave nel nostro paese, dall’altra i tagli alla scuola (le famiglie hanno scelto a maggioranza il tempo pieno, mettendo in discussione il modello della Gelmini).
Ci sono stati momenti nel nostro paese, penso alla riforma della pensioni di Amato, nel quale le difficoltà hanno unito gli attori sociali nella ricerca di decisioni difficili ma condivise, che portassero il paese oltre la crisi.
Oggi il clima che si sta vivendo è di puro scontro e di disconoscimento del ruolo delle parti sociali, di alcune almeno, e dell’opposizione parlamentare, con un senso di autosufficienza da parte del Governo, indubbiamente sostenuto dai numeri, ma che contraddice quello spirito di unità nazionale che sarebbe necessario in una situazione economica e sociale così complicata.
Questo per dire che il tema delle pensioni non è certo un tabù, e che le questioni dello stato sociale e di un patto tra generazioni a favore di un allargamento delle protezioni sociali potrebbero essere affrontate, anche se a me sembra del tutto improbabile che il tema delle grandi riforme possa essere affrontato nell’attuale clima politico.
Vorrei poi ricordare, tornando al tema delle donne e dell’innalzamento dell’età pensionabile, che ad oggi il nostro paese è uno dei più arretrati in termine di parità di genere, a partire dalle opportunità di lavoro ai servizi, che le donne hanno da sempre sostenuto il lavoro di cura, costituendo un formidabile sostegno sociale alla mancanza di servizi, che sono più povere degli uomini e che sono le prime ad essere licenziate.
Se mai il Governo agirà di imperio, così come ormai è costume, per favore non ci prenda in giro.
Buon 8 marzo a tutte le donne!»
Piombino, lì 5 marzo 2009