Su Città Antica ha sempre prevalso l’interesse generale
Replica all’associazione “Dentro le mura”
Il progetto di riqualificazione della città antica, che è stato discusso più volte in consiglio comunale e in alcune assemblee pubbliche, è inserito nell’ambito del Programma Integrato di Intervento della Città Antica, avviato nel 2005 da parte del comune con la partecipazione a una selezione indetta dalla Regione Toscana. Uno strumento urbanistico dove i privati si mettono in rapporto con la pubblica amministrazione per la realizzazione di progetti di grande interesse pubblico.
Un progetto complesso e ambizioso, come è stato definito in diverse occasioni pubbliche, che ha come suo obiettivo principale il recupero di una parte pregiata della città, con la ristrutturazione dell’ex Ipsia e la sua destinazione a polo culturale, e con la valorizzazione di un asse storico importante. All’interno dell’ex Ipsia saranno realizzati infatti la nuova biblioteca comunale e il nuovo archivio storico.
Essendo basato essenzialmente sull’integrazione di risorse regionali e private, il percorso da seguire è stato quindi in un certo senso obbligato per il comune di Piombino. Difficile pensare all’attivazione di un vero e proprio percorso partecipativo, come invece sarà fatto per piazza Bovio, vista la necessità di attenersi a determinati requisiti richiesti dal bando e visto il ruolo fondamentale del soggetto privato che si è aggiudicato la gara bandita dal comune circa due anni fa.
Per questo, pur comprendendo le obiezioni avanzate da una parte degli abitanti del centro storico, l’amministrazione comunale vuol ribadire il prevalente interesse pubblico che tale progetto riveste, per la rivalutazione di una zona attualmente in forte degrado e per la valorizzazione del patrimonio pubblico, al di là delle obiezioni di tipo estetico, che comunque hanno spesso una rilevanza soggettiva, e degli interessi particolari di persone o gruppi.
Un progetto definitivo comunque ancora non c’è, e in ogni caso il metodo usato dall’associazione “Dentro le Mura” per opporsi al progetto, il ricorso al Tar, evidenzia ancora una volta l’uso di strumenti che poco hanno a che fare con il dibattito democratico, con la crescita della coscienza civica dei cittadini, con lo sviluppo del dialogo e del confronto.
Piombino, lì 3 marzo 2008
Monica Pierulivo – Comune di Piombino, Ufficio Stampa
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