Rischio industriale, esercitazioni di protezione civile alla Sol
Rischio industriale e prevenzione dei pericoli per la popolazione. Martedì 12 dicembre a partire dalle ore 10, si svolgeranno all’esterno e all’interno della SOL alcune esercitazioni di protezione civile per verificare il piano di Emergenza esterno dello stabilimento, approvato recentemente dalla Prefettura.
Lo scenario previsto sarà un incendio all’interno dello stabilimento a causa di una fuoriuscita di ossigeno liquido. Saranno quindi simulate azioni di spegnimento dell’incendio all’interno dello stabilimento, con trasporto feriti al pronto soccorso, presidio (senza attivazione) di blocchi stradali su viale Unità d’Italia, via della Pace e al Cotone, istituzione di un Posto di Comando avanzato nel parcheggio di via della Capriola, apertura di una sala operativa comunale in via Pietro Gori.
All’esercitazione partecipa il coordinamento della Prefettura, la Protezione Civile di Piombino e provinciale, le squadre interne di emergenza dello stabilimento Sol, i vigili del fuoco, le forze dell’ordine, l’Arpat per le rilevazioni ambientali, l’Asl -118 per il soccorso, la Polizia municipale di Piombino e provinciale di Livorno, le associazioni di volontariato CB Mare e Monti, CB Torrione, ARI per il supporto di radiocomunicazioni.
All’inizio e alla fine dell’esercitazione suonerà la sirena bitonale di allarme dello stabilimento. L’esercitazione si protrarrà per circa due ore senza limitazioni alla circolazione stradale.
La Sol, che è il primo stabilimento industriale a presentare un Rapporto di sicurezza nel nostro territorio, è stata classificata dal Ministero dell’Ambiente a rischio di incidente rilevante secondo la nuova legge Seveso, per la presenza di uno stoccaggio di ossigeno e idrogeno di una certa rilevanza (oltre 6000 tonnellate di ossigeno e 0,65 tonnellate di idrogeno). Ma i rischi per la cittadinanza provenienti da questo stabilimento, come spiegano all’ufficio Protezione Civile del comune, sono remoti ed escludono comunque possibilità di esplosioni. Il pericolo maggiore infatti potrebbe derivare da una rottura della “manichetta” attraverso la quale l’ossigeno viene normalmente trasferito dai mezzi di trasporto al serbatoio. In questo caso si verificherebbe un rilascio di gas comburente che porterebbe ad un aumento di concentrazione di ossigeno nell’aria e conseguentemente, a maggiori possibilità di incendio. Un pericolo che può estendersi ad una zona non superiore ai 30 metri intorno all’impianto, dove non ci sono abitazioni ma soltanto aree a verde.
Piombino, lì 7 dicembre 2006
Monica Pierulivo – ufficio stampa comune di Piombino tel. 0565 63357 email: mpierulivo@comune.piombino.li.it