Ici da abolire, pura demagogia
Nonostante non sia un’imposta piacevole da applicare, con l’Ici i Comuni pagano i servizi dei cittadini, i servizi sociali, gli asili nido, le scuole materne, l’assistenza agli anziani, il contributo agli affitti, il rifacimento di strade e marciapiedi, l’illuminazione pubblica e tutto quello che è necessario per rendere una città vivibile ed efficiente. Nelle previsioni di entrata del nostro bilancio 2006, l’Ici rappresenta nel suo complesso una voce pari a 12 milioni di euro circa, di cui 2 milioni e 178 mila derivanti dall’imposta sulla prima casa e altrettanti per le seconde case. La sua incidenza sul totale delle entrate proprie del Comune è del 45% circa. Non capisco come si possa sostituire questo enorme gettito con trasferimenti statali, peraltro ridotti in maniera drastica negli ultimi anni, a meno che l’obiettivo non sia quello di far chiudere definitivamente i Comuni e di inaugurare un’epoca segnata dal centralismo statalista, a dispetto di tutti i propositi di federalismo annunciati.
C’è un presidente del consiglio che ha fatto della volgarità un’arma di costruzione del consenso, che accusa i sindaci di essere collusi con le organizzazioni malavitose e di creare problemi inesistenti. Tutto questo è assolutamente inadeguato al ruolo istituzionale che Berlusconi ricopre. Chi rappresenta questo grande Paese dovrebbe seminare la democrazia e non offendere chi fatica quotidianamente per rappresentare le istituzioni sul territorio.
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Monica Pierulivo – Comune di Piombino – tel. 0565 63357; fax 0565 226201