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 20-Agosto-05

LUCCHINI PIOMBINO: UNA FABBRICA DIVERSA E' POSSIBILE - INTERVENTO DEL SINDACO GIANNI ANSELMI

LUCCHINI PIOMBINO, UNA FABBRICA DIVERSA E' POSSIBILE 

Non sappiamo ancora come sia morto Orlando Simonetti, titolare di impresa individuale, subappaltatore in cokeria. Sappiamo che è morto solo, e che solo è rimasto lungamente, ripiegato, esanime come i suoi strumenti di lavoro. Trovo che tutto ciò abbia una forza tragicamente simbolica: nella grande fabbrica, là dove una volta si materializzava nei lavoratori l'idea di coscienza collettiva; nel luogo-simbolo delle lotte di massa e delle grandi domande di senso, del controllo sociale e dell'identità di classe, oggi si lavora e si muore da soli. Vedo in questo i tratti di una sconfitta collettiva, maturata nei meccanismi di una terziarizzazione dei processi produttivi e manutentivi spinta all'eccesso e non accompagnata da una adeguata cultura della sicurezza. Ogni morte, in Lucchini a Piombino, ha il sapore della sconfitta. Sono morti incomprensibili, diverse nella dinamica ma accomunate da una ripetuta, macabra assurdità. Ciò non accade in un Paese, in una Regione, in una Città ai primordi dell'industrializzazione e della cultura del lavoro: accade in Italia, in Toscana, a Piombino. Nel cuore dell'Europa di Lisbona, nella Regione dei diritti e della civiltà, nella città della sinistra infinita. Tutto ciò non può essere accettato. Prima di tutto non può esserlo da noi, difensori del valore sociale dell’occupazione, promotori della responsabilità sociale delle imprese, sostenitori di compromessi alti fra capitale e lavoro. Noi eredi di chi ha incivilito il capitalismo, impegnati sui territori per incivilire la globalizzazione. Il vaso appare davvero colmo: attendiamo un reale, tangibile e definitivo salto culturale dell'azienda sul terreno della sicurezza. Nel frattempo, da parte pubblica, servono controlli e rigore. C'è già in campo un progetto speciale su Piombino della Regione (competente, attraverso l'ASL, sulla sicurezza sui luoghi di lavoro). E' importante, ma, evidentemente, non basta ancora per fronteggiare il problema. Penso che andrebbe reso strutturale e rafforzato, nelle risorse umane e finanziarie. Sconcerta la questione degli appalti, che appaiono realmente fuori controllo: a che serve uno strumento condiviso di selezione delle ditte, se l'azienda non lo utilizza? E' necessario dare forza cogente a quello strumento. Così come appare indispensabile rafforzare, nei meccanismi di accreditamento, il ruolo della formazione. E infine: sappiamo che in un grande stabilimento può essere più facile pagare una multa che investire in sicurezza. Noi abbiamo fiducia nell'ASL; chiediamo ad essa il massimo rigore, fino alla fermata temporanea degli impianti e dei reparti palesemente fuori norma. Più in generale occorre affermare un profilo forte e moderno, che riconoscendo l'importanza della siderurgia non ne subisca la presenza ma ne pretenda la riqualificazione. La comunità e le istituzioni dettino e applichino le regole, il privato investa. E' necessario uscire compiutamente da logiche esclusivamente produttivistiche: non basta occupare, bisogna fare buona e qualificata occupazione, e produrre con qualità nel rispetto del territorio. Da questo punto di vista Piombino può avere una funzione paradigmatica. La città ha responsabilità regionali e nazionali che deve saper interpretare al meglio, esprimendo visione, ambizione, un avanzato approccio culturale. L'industria italiana ha bisogno di competitività vera e sostenibile, non di mediocrità a basso costo. Dobbiamo chiedere qualità al nostro sistema produttivo, e supportarlo perché la consegua. Non sarà tollerandone le carenze e i ritardi che otterremo il rispetto e la fiducia di chi investe, ma con la serietà e la forza delle proposte. Ci attendiamo dunque molto dal prossimo piano industriale Severstal-Lucchini. Chiederemo un piano che non si fermi all'esistente: una Lucchini diversa è possibile. Presto riprenderemo il lavoro interdisciplinare avviato sul finire della passata legislatura con la task force su Piombino costituita dagli assessori regionali alla salute, all'ambiente, alle attività produttive e alla formazione. Noi pensiamo che Piombino rappresenti una grande opportunità per l'attuazione di politiche buone ed innovative. Per questo lavoreremo con la determinazione di sempre, e con la pacatezza, la serenità e la fermezza che ci impone il nostro ruolo. Supportando le aziende che lo meritano, e sostenendo le battaglie giuste dei nostri lavoratori e di chi li rappresenta. Con questo spirito sarò presente all'assemblea generale dei delegati siderurgici FIOM, che si terrà a Piombino - non a caso - il prossimo 23 settembre. Ovviamente, il mio non sarà un saluto formale, come formale non può essere il cordoglio per i familiari di Orlando Simonetti. Morto mentre lavorava, da solo, in una fabbrica grande come una città.

(Gianni ANSELMI)

Piombino, 20 agosto 2005.