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 02-Dicembre-04

CONTRO IL DISAGIO GIOVANILE E' NECESSARIO COMBATTERE L'INDIFFERENZA

Contro il disagio giovanile è  necessario combattere l’indifferenza

Il Sindaco interviene sul dibattito sollevato dal Tirreno con una breve nota:

“Il disagio giovanile è un fenomeno complesso collegato in parte alle crisi d’identità adolescenziale fisiologiche e in parte ai modelli culturali prevalenti nella società. Credo che per prevenire il più possibile questi casi sia necessario combattere in primo luogo l’indifferenza e provare a far scattare interessi e stimoli negli adolescenti e nei giovani che siano in linea con la loro sensibilità. Il problema va quindi aggredito dal punto di vista dell’azione pubblica con l’obiettivo di creare una città pulsante e vivace, degna di essere vissuta e fruita nei suoi spazi senza perdere di vista il controllo dei microcosmi sociali e senza allentare i vincoli con le famiglie e con la scuola. Insieme all’assessore Giuliani stiamo lavorando  in questo periodo a progetti che favoriscano il più possibile la formazione di reti giovanili e di forme di aggregazione.  Abbiamo in programma cicli di incontri nelle scuole per diffondere e rafforzare la cultura civica e per sensibilizzare al rispetto delle istituzioni e della cosa pubblica. Su questa falsariga pensiamo a intervenire anche sul versante dell’ l’offerta scolastica qualificandone i servizi, perché crediamo che anche questo possa contribuire a innalzare la qualità della scuola. Di questi temi discuteremo anche domani nella Conferenza dei Sindaci sulla scuola che si terrà alle 15,00  In ogni caso il fenomeno non va drammatizzato. I giovani costituiscono infatti una grande risorsa per il futuro, dobbiamo cercare di dare la giusta interpretazione alle loro aspirazioni, senza considerarli schegge impazzite o fenomeni da stigmatizzare. Allo stesso tempo è necessario incoraggiare i talenti, presenti nel nostro territorio, favorire le forme di cooperativismo e di imprenditorialità giovanile, la professionalità. Bisogna agire quindi su più fronti.”

Piombino, lì 2 dicembre 2004

Monica Pierulivo