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 20-Agosto-04

AMBIENTE, LETTERA APERTA DEL SINDACO E DELL'ASSESSORE FRANCARDI

Ambiente, lettera aperta del Sindaco e dell’assessore Francardi

Il quadro ambientale manifestatosi nelle ultime ore nell’area del Cotone e del Poggetto, oltre che nella zona di Colmata è da considerarsi inaccettabile per una qualunque comunità che aspiri a minime condizioni di qualità di vita, e lo è a maggior ragione per una moderna civiltà industriale. Il fatto che i disagi causati alla popolazione siano accentuati dalle condizioni atmosferiche (nella fattispecie la scarsa piovosità, seguita da un forte vento di scirocco) non può in alcun modo essere avanzata come giustificazione; semmai suona come sintomo beffardo dell’inadeguatezza dei sistemi di prevenzione e di gestione ambientale che oggi caratterizzano il nostro stabilimento più importante.

Come cittadini, vogliamo esprimere la nostra totale solidarietà alle persone singole e associate in comitati, e alle famiglie di quelle parti di città e di territorio che subiscono una situazione di sofferenza che non denota sensibili miglioramenti, e che propone – lo riconosciamo – quello che ormai appare ai più un avvilente, per quanto dovuto, rituale mediatico e tecnico: le proteste, le verifiche, i ritardi, le prese di posizione. La frustrazione di quelle persone è anche la nostra, così come dovrebbe esserlo di tutti i cittadini di questo territorio, che ha scelto la convivenza virtuosa di vari motori di sviluppo come via per il proprio avvenire. Sappiamo bene che il Cotone e il Poggetto, ma anche le aree di Colmata più prossime alla fabbrica e le aree di Via Cavallotti, via Portovecchio eccetera, sono quartieri di frontiera; e conosciamo bene la serena tenacia, la serietà e perfino l’orgoglio con cui i cittadini che li abitano accompagnano questo vissuto difficile scandito da rumori, odori, fumo insalubre, polveri. Tutto ciò merita rispetto; e se è vero che il problema riguarda soprattutto quei cittadini – lo dicono tutti i dati - noi dobbiamo agire come se tutti i Piombinesi abitassero là, come se quella sofferenza amaramente cronica fosse un tema collettivo. Piombino, storicamente città industriale, deve pretendere una modernità siderurgica, ed esercitare un ruolo simbolico nel quadro dell’innovazione del sistema produttivo italiano. Non può invece essere emblema di un palese anacronismo. 

Come amministratori, per le responsabilità specifiche che abbiamo, vogliamo attivare tutti gli strumenti a nostra disposizione per trascinare questo stabilimento sul terreno della contemporaneità. Questa mattina abbiamo dato disposizione ai nostri uffici di notificare alla Procura della Repubblica e ai Carabinieri notizia di reato per i danneggiamenti conseguenti alle intollerabili emissioni atmosferiche e pulverulente rilevate nei confronti della cittadinanza. Il Comune si costituirà parte civile nel procedimento relativo.

Abbiamo richiesto che l’Arpat proceda con l’analisi del materiale vegetale prelevato nelle aree di Colmata interessate dai fenomeni in atto.

Concordiamo sull’ opportunità di attivare meccanismi di controllo, anche cogenti dal punto di vista giudiziario, sulle procedure operative della cokeria. Ciò che si è verificato anche nell’impianto di Servola (Trieste). Non siamo nella condizione di imporre sanzioni pecuniarie, inapplicabili per legge dal Comune in materia di inquinamento atmosferico. Procederemo celermente all’attivazione delle commissioni istituzionali di controllo, in via di allestimento, in tema di ambiente, sicurezza sul lavoro, rischio industriale.

Sappiamo che ci si attende molto da noi su questo terreno. Noi chiederemo molto all’azienda. Ci aspettiamo un supporto forte dalle istituzioni, dal mondo del lavoro, dalla comunità diffusa.

L’azienda deve sostenere le proprie responsabilità sociali e la città pretende giustamente un’industria moderna e compatibile senza la quale, anche per il lavoro fatto negli ultimi anni, può legittimamente aspirare ad altro.

Piombino, 19 agosto 2004

Il Sindaco e

 l’Assessore all’Ambiente