Mensa scolastica, impegno del Comune per soddisfare le maggiori richieste
Con l’applicazione della riforma Moratti i circoli didattici e l’amministrazione comunale si sono trovati a gestire una situazione profondamente cambiata rispetto agli anni precedenti
con una richiesta di impegno finanziario ed organizzativo maggiore da parte di tutti i soggetti coinvolti.
Per la scuola elementare la riforma prevede infatti l’abolizione del tempo pieno e del modulo, sostituiti da un orario di 27 ore obbligatorie alla settimana, più 3 ore di attività e
insegnamenti opzionali, per un totale massimo di 30 ore settimanali. Nonostante l’abolizione del tempo pieno, i bambini possono rimanere comunque a scuola fino a 40 ore settimanali prevedendo
altre 10 ore di mensa che vanno ad aggiungersi alle 30 ore stabilite.
“Secondo questa nuova organizzazione, e per non appesantire troppo l’orario scolastico mattutino, - spiega l’assessore Anna Tempestini – i due circoli didattici hanno
preferito aumentare il numero dei rientri pomeridiani e questo ha provocato una maggiore richiesta di pasti. L’Amministrazione comunale si è fatta carico di questa nuova esigenza, cercando di
dare una risposta adeguata, nonostante le oggettive difficoltà finanziarie, basti pensare ai nuovi tagli annunciati dalla manovra del governo, e ai problemi tecnici che esistono.”
Di fatto il Comune, pur non essendo obbligato all’erogazione della mensa a seguito dell’abolizione del tempo pieno, ha scelto di soddisfare il maggior numero di richieste possibili
sulla base del numero dei rientri pomeridiani.
“Con una nota ai direttori didattici e un incontro con il Comitato dei genitori e degli insegnanti che aveva manifestato le proprie preoccupazioni – continua la Tempestini - sono stati
assunti precisi impegni alla risoluzione del problema, con l’obiettivo di continuare ad offrire un servizio qualitativamente elevato e il più possibile esteso”.
Piombino, lì 21.07.04
Monica Pierulivo