Costruzioni illecite e non autorizzate, non ancora rimosse autonomamente dai singoli proprietari come previsto dalle ordinanze comunali. Con la demolizione di un capannone artigianale abusivo, situato in Colmata, l’amministrazione comunale ha concluso ieri la prima fase del programma di abbattimenti di edifici e manufatti abusivi esistenti da anni nel territorio comunale. Il capannone, una costruzione di circa 600 mq, è stato demolito con l’intervento dei Vigili edilizi, l’ufficio abusivismo che coordina le attività e del settore lavori Pubblici. Il lotto su cui si trovava il capannone è stato acquisito alla proprietà comunale che provvederà a trasmettere i costi dell’operazione ai proprietari. A questi nel 2005 era stata comunicata l’ingiunzione a demolire.
“Andremo avanti con le demolizioni anche nei prossimi mesi – annuncia l’assessore all’urbanistica Luciano Francardi – Si tratta infatti di un’importante opera di prevenzione e repressione del fenomeno dell’abuso edilizio che stiamo portando avanti con determinazione. Anche se spesso sono necessarie ingenti risorse economiche per procedere alle demolizioni, che devono essere necessariamente anticipate dal Comune, è importante far arrivare chiaro il messaggio che non è possibile violare le leggi compromettendo l’ambiente e il paesaggio”.
Da luglio l’ufficio abusivismo avvierà ulteriori operazioni di abbattimento coattivo per la seconda tranche di abusi censiti dal Comune, che riguardano 6 edifici tutti in aree agricole, nella zona della Geodetica, Aia di Martino, Fabbricciane, Sdriscia e Guinzane. Gli edifici abusivi rilevati erano in realtà 8, ma due proprietari hanno già proceduto autonomamente, evitando l’intervento coattivo.
L’auto-demolizione, infatti, ha un duplice aspetto positivo: evita l’anticipo di risorse da parte dell’ente municipale e innesca una presa di coscienza del problema da parte di chi ha commesso l’abuso.