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 03-Dicembre-10

TEMPESTINI:"IL TAGLIO DEI FONDI AL 5 PER MILLE COLPISCE PESANTEMENTE IL TESSUTO SOCIALE"

La nuova «legge di stabilità» prevede di ridurre a 100 milioni di euro i fondi da destinare al «5 per mille» per il 2011, con un taglio del 75% rispetto al 2010
“Colpire il 5 per mille, come sta facendo in questi giorni il governo, significa colpire i nostri territori nel loro tessuto originario e più profondo, fatto di solidarietà e di impegno sociale e culturale diffusi”. Così l’assessore alle politiche sociali Anna Tempestini, di fronte alla decisione della maggioranza di governo di tagliare i fondi destinati al 5 per mille dell’imposta sui redditi dei cittadini. La nuova «legge di stabilità prevede di ridurre a 100 milioni di euro i fondi da destinare al «5 per mille» per l’anno 2011 per le organizzazioni no profit, con un taglio del 75% rispetto al 2010. Tradotto significa solo 100 milioni invece di 400.
“Per quanto riguarda Piombino – dice l’assessore alle politiche sociali Anna Tempestini - non vi è settore della vita civile in cui le istituzioni non incontrino ogni giorno l’opera preziosa di queste realtà associative che operano dal volontariato allo sport in un esempio davvero avanzato di sussidiarietà orizzontale. Negli ultimi anni a Piombino è triplicato il numero delle associazioni che utilizzano il 5 per mille per svolgere la loro attività a servizio di tutti”.
“Il taglio è tanto più odioso in quanto si aggiunge agli altri che colpiscono le azioni per le politiche sociali: l’azzeramento del fondo per la non autosufficienza (da 400 milioni di euro a zero), la riduzione di circa il 70% dei fondi per le politiche della famiglia (da 185,5 milioni a 52,5) e dei fondi per l’affitto e la casa (da 143,8 milioni a 33,5). Non si vuole vedere o si fa finta di non vedere e sapere che il Terzo Settore ha supplito e supplisce alle mancanze e ai tagli del governo e che ha dovuto aumentare considerevolmente i servizi offerti in particolare ai più deboli, soprattutto nel momento in cui ad essere tagliati sono anche i bilanci degli enti locali, che rappresentano il baluardo della rete di protezione sociale e del welfare.
Tagliare i fondi a disposizione del «5 per mille» significa inoltre limitare drasticamente la libertà dei cittadini di decidere come destinare la propria quota dell’imposta sui redditi direttamente a sostegno di interventi per il «bene comune»; limitare drasticamente la capacità di realizzare progetti e iniziative nei territori dove le associazioni operano, contro qualsiasi principio di federalismo vero e concreto.