A chi gli chiedeva cos’è oggi la ricchezza e come si misura il professor Amartya Sen, premio Nobel per l’economia e ospite in questi giorni al “Quanto Basta” il Festival dell’economia ecologica, risponde descrivendo cos’è la povertà: “ un mix di ingiustizie, di carattere economico e sociale, è povero chi non ha le stesse possibilità, gli stessi accessi, le stesse opportunità lavorative o di istruzione ed è povero anche chi vive a contatto con la criminalità organizzata e ne subisce gli effetti e ancora chi a causa di regimi autoritari non può dispiegare del tutto le sue potenzialità”. Per questo, ed è la ricetta del professor Sen, la soluzione al problema della povertà non può che essere “nelle misure di carattere politico e sociale che i governi devono prendere mettendo al centro della loro azione l’uomo e i suoi bisogni”.
Il premio Nobel per l’economia ha prima partecipato a una tavola rotonda con il Presidente della Regione Enrico Rossi e il sindaco di Piombino Gianni Anselmi e poi nel pomeriggio tenuto la sua lezione magistrale.
Industria e ambiente, qualità e quantità, Amartya Sen ha cercato di tenere insieme gli elementi ricordando per esempio come in occasione del suo primo viaggio in Italia nel 1954 sapeva che avrebbe avuto la straordinaria occasione di ammirare splendide opere d’arte, la qualità appunto, ma non per questo voleva rinunciare alla quantità di suggestioni e bellezze che il nostro Paese poteva offrire. “Avrei rinunciato alla qualità della Primavera del Botticelli se questo mi avesse precluso la possibilità di vedere altre opere d’arte”, ha detto ricordando così anche il suo viaggio a Firenze. Sulla stessa linea la riflessione sull’industria che non può essere considerata nemica dell’ambiente, “senza industria, senza manifatturiero non ci sarebbe economia, nemmeno quella green”. Il problema ha detto citando la recente catastrofe nucleare in Giappone non è l’industria, in questo caso nemmeno quella nucleare, ma il contesto e le modalità in cui questa si sviluppa.
Amartya Sen, economista indiano ha studiato prima a Calcutta e poi a Londra dove ha insegnato nelle più prestigiose università. Nel 1998 gli è stato assegnato il Premio Nobel per l’economia in particolare per i suoi studi sulla teoria dello sviluppo e sui problemi della misurazione della dispersione nella distribuzione del reddito.