Un viaggio simbolico incontro ai detenuti per conoscere e far conoscere il loro mondo, troppo spesso dimenticato, e per valorizzare i loro pensieri e i loro racconti, cercando anche di infondere speranza e di combattere l’alienazione dei luoghi di reclusione.
Il Premio letterario nazionale, dedicato alla memoria di Emanuele Casalini, ex preside del liceo di Piombino, nato per volontà della San Vincenzo de’Paoli e promosso dall’Università delle Tre Età di Piombino, dalle Case di reclusione di Porto Azzurro e Volterra, dai Presidi del Libro del Piemonte con il sostegno del Comune di Piombino, è giunto alla sua decima edizione e vedrà il suo momento conclusivo con la cerimonia di premiazione dei vincitori lunedì 28 novembre alle 14,30 al carcere di Sollicciano a Firenze.
A Firenze, per l’occasione, ci sarà anche il sindaco di Piombino Gianni Anselmi, insieme a Lucia Casalini, presidente dell’Università delle Tre Età, agli studenti della VC del liceo scientifico di Piombino accompagnati dal dirigente scolastico Gabriella Raimo e dai professori Fabio Canessa e Luciano Novelli. Saranno presenti inoltre due classi di istituti fiorentini.
La cerimonia verrà presentata dallo scrittore Ernesto Ferrero, presidente della Giuria, e prevede un intervento di carattere storico sull’abolizione della pena di morte in Toscana del professor Zeffiro Ciuffoletti dell’Università di Firenze, a due giorni dalle celebrazioni della Festa della Toscana. La scelta di Firenze per questa decima edizione non è infatti casuale e si lega strettamente al tema della soppressione della pena di morte. La cerimonia di premiazione è infatti itinerante e ogni anno si è svolta in città diverse: Porto Azzurro dove è nato il premio, ma anche Roma, Torino, Milano, Verona, Brescia, Volterra.
“Quello che si chiude dietro i cancelli di un carcere – dicono i promotori del Premio - è un mondo invisibile fatto di ferite profonde di solitudine, di tragedie spesso terribili, di autolesionismo e violenza che spesso fanno dimenticare che i detenuti sono anche uomini e donne capaci di amare con sentimenti profondi e delicati, capaci di leggersi dentro e desiderosi di cercare una comunicazione. “
A tutti gli studenti sarà consegnato in omaggio il volume “L’altra libertà” che raccoglie tutte le opere premiate e segnalate dalla giuria.
Il Premio è riservato ai detenuti delle carceri italiane. A questa edizione hanno partecipato 340 detenuti, tra cui molti minorenni, provenienti da tutta Italia per le sezioni di prosa e di poesia. Il 1° premio per la poesia è stato assegnato a Aral Gabriele, da Volterra. Per la prosa, invece, a Stefano Di Cannio da Bari.