Un milione di euro per interventi di conservazione e valorizzazione del Parco Archeologico di Baratti e Populonia.
Domani, mercoledì 24 ottobre alle 11,30 il Comune di Piombino firma la convenzione con ARCUS S.p.A., società per lo sviluppo dell’arte, della cultura e dello spettacolo, per la realizzazione del progetto presentato dall'amministrazione comunale insieme a Parchi Val di Cornia S.p.A e alla Soprintendenza archeologica. I finanziamenti sono del Ministero per i Beni e le Attività Culturali che ha inserito il Parco archeologico di Baratti e Populonia nell'elenco degli esempi di riferimento per l’implementazione delle nuove linee guida per l’accreditamento dei Parchi archeologici e sono ripartiti su tre annualità.
Frutto di una proficua e intensa concertazione con gli enti statali preposti alla tutela e alla conservazione del patrimonio e con le università che da oltre un decennio svolgono attività di ricerca archeologica nell’area dell’antica Populonia, il progetto è stato ideato per far fronte a molteplici esigenze di tutela del patrimonio, avanzamento della ricerca e fruizione da parte dei visitatori, in termini di comprensione del dato archeologico e ampliamento dei servizi. E' infatti articolato in tre principali tematiche: tutela, ricerca e valorizzzione, strettamente connesse tra di loro e finalizzate al miglioramento della gestione.
Attraverso la valorizzazione dei sentieri, delle aree archeologiche e dei monumenti presenti nell’area delle necropoli dell’acropoli – con maggiore attenzione alla zona dei templi, delle domus, delle Logge e il recupero del tracciato delle “mura alte” - si mira ad aumentare l’accessibilità fisica e culturale al prezioso patrimonio racchiuso all’interno del Parco.
Gli interventi, da completarsi entro il 2015, sono stati programmati in modo da consentirne l'esecuzione per stralci funzionali e compatibili con l'apertura al pubblico dei servizi.
Per quanto riguarda le necropoli di San Cerbone e del Casone, che costituiscono il primo settore aperto alle visite e che richiedono interventi di natura straordinaria e di miglioramento della lettura complessiva dell'area, si prevede la ricollocazione dei calchi degli acroteria originali sulla tomba del bronzetto di offerente, il consolidamento della tomba dei frammenti italo corinzi, la riproduzione in vetroresina e la ricollocazione dell'altare con le teste di ariete sulla sommità della tomba dei carri, il completamento deilavori di restauro e la conseguente riapertura della tomba dei Flabelli e della tomba del Bronzetto offerente.
Un obiettivo di tutto il progetto è l'ulteriore ampliamento della fruizione, attraverso il potenziamento di tutti quei fattori che favoriscono la percezione delle distinte aree del parco come elementi costituenti un unico impianto urbano di lunga durata. A questo fine è prevista la valorizzazione del circuito murario della città antica con l’apertura di un nuovo percorso esterno alle mura che consenta di apprezzarne la monumentalità. L’intervento prevede l’allestimento, per tranches progressive, di un tratto della cinta alta e la valorizzazione del settore contiguo alla porta di accesso alla città, da realizzarsi nelle tre annualità previste dal progetto.
A questo si aggiunge a valorizzazione dell’area dell’acropoli, laddove lo stato di conservazione dei monumenti risulta più compromesso, anche attraverso soluzioni sperimentali che facciano uso di materiali e tecnologie innovative, come la ricostruzione volumetrica delle strutture. Quest’ultimo obiettivo prevede nel dettaglio il consolidamento del fronte ad arcate del complesso delle Logge, il consolidamento ricostruttivo dell’area dei templi, al fine di migliorare la percezione della sistemazione monumentale originaria e la comprensione del contesto urbano, al momento penalizzato dalla scarsa visibilità delle emergenze, il consolidamento e la valorizzazione, anche attraverso riproduzioni in situ, dei pavimenti musivi dell’area delle domus, la realizzazione di almeno una postazione multimediale con ricostruzioni 3D del paesaggio e della città, il recupero della viabilità antica (strada basolata-2011) e la valorizzazione del complesso delle Logge, attualmente escluso dal percorso di visita, il consolidamento e la valorizzazione, anche attraverso riproduzioni in situ, dei pavimenti musivi del complesso monumentale delle Logge, la ricostruzione in situ di una capanna rettangolare di fine VIII sec. a. C., unica per ora per la sua tipologia nell’Etruria.